Indagini finanziarie depotenziate nei confronti dei liberi professionisti: i prelievi non giustificati non si possono presumere compensi percepiti in nero

di Nicola Forte

Pubblicato il 14 ottobre 2014

in futuro, il contribuente libero professionista avrà maggiori possibilità di difesa nell’ipotesi di accertamento fondato sulle indagini finanziarie: questa è la conseguenza diretta ed immediata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014

Il contribuente avrà maggiori possibilità di difesa nell’ipotesi di accertamento fondato sulle indagini finanziarie. La conseguenza deriva dalla sentenza della Corte costituzionale n. 228/2014 depositata il 6 ottobre scorso. La Consulta ha affermato l’incostituzionalità della disposizione in base alla quale i prelievi dei professionisti non giustificati si presumono compensi percepiti in nero. Non potrà quindi essere più applicata la presunzione di cui all’art. 32, comma 1, n. 2), secondo periodo, del D.P.R. n. 600/1973.

La presunzione prevista dalla disposizione citata continuerà ad applicarsi nei confronti delle imprese. Infatti, la Corte costituzionale ne ha dichiarato l’illegittimità esclusivamente per gli esercenti arti e professioni. In buona sostanza l’Agenzia delle entrate potrà avvaler