Cessione di immobile: il problema di una differenza sostanziale fra valore e corrispettivo

di Nicola Forte

Pubblicato il 20 ottobre 2014

il fisco, dopo aver accertato ai fini dell’imposta di registro un maggior valore relativo agli immobili oggetto di cessione, utilizza non di rado il medesimo valore al fine di presumere la realizzazione di una plusvalenza ai fini Irpef

L’Agenzia delle entrate, dopo aver accertato ai fini dell’imposta di registro un maggior valore relativo agli immobili oggetto di cessione, utilizza non di rado il medesimo valore al fine di presumere la realizzazione di una plusvalenza ai fini Irpef.

In buona sostanza i locali uffici ritengono che la rilevante differenza tra tale valore del cespite ed il corrispettivo indicato nel rogito notarile, costituisca un “indizio” di evasione. Le giurisprudenza si è pronunciata sul punto, quindi circa la legittimità del criterio adottato dall’Amministrazione finanziaria con sentenze di segno opposto. Da ultimo si è pronunciata la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21632 depositata il 14 ottobre scorso che, pur ritenendo legittima tale presunzione, ha ribadito che il giudice deve valutare attentamente tutti gli elementi prodotti a fini probatori in senso contrario dal contribuente.

Sono già state esaminate alcune argomentazio