Plusvalenza da cessione d’azienda: attenzione ad aderire alle richieste del registro!

di Nicola Forte

Pubblicato il 17 ottobre 2014

il valore di un’azienda definito ai fini dell’imposta di registro e più elevato del corrispettivo dichiarato in un atto di cessione può rappresentare un elemento in base al quale l’Agenzia delle entrate può presumere la plusvalenza anche ai fini delle imposte dirette

Il valore di un’azienda definito ai fini dell’imposta di registro e più elevato del corrispettivo dichiarato in un atto di cessione può rappresentare un elemento in base al quale l’Agenzia delle entrate può presumere la plusvalenza. Tuttavia, il giudice deve valutare attentamente tutti gli elementi prodotti a fini probatori in senso contrario dal contribuente. L’indicazione proviene dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21632 depositata il 14 ottobre scorso.

Nel caso di specie, prima delle indicazioni della Suprema Corte i giudici di merito (la Commissione tributaria regionale) hanno ritenuto legittimo l’accertamento sulla base del valore definito ai fini dell’imposta di registro.

In presenza di un precedente avviso di accertamento/rettifica ai fini dell’imposta di registro, il soggetto cedente, anche se l