Agevolazioni prima casa: non basta il compromesso per evitare la decadenza

Il bonus “prima casa”
Con l’articolo 10 del D.Lgs. 23/2011, il legislatore, pur lasciando sostanzialmente inalterata la nota II-bis) all’articolo 1 della Tariffa, Parte Prima, allegata al DPR 131/1986, che disciplina l’agevolazione “prima casa”, intervenendo sul primo comma dell’articolo 1 della Tariffa, ha profondamente mutato il regime agevolato in oggetto, non soltanto per quanto concerne l’aliquota dell’imposta di registro applicabile, ma anche in relazione al suo ambito operativo, ovvero alla tipologia di immobili per i quali trova applicazione.
Mentre per la generalità degli atti di trasferimento immobiliare, dal 1° gennaio 2014 si applica l’imposta di registro nella misura del 9%, per quelli riguardanti la “prima casa”, invece, trova applicazione l’aliquota del 2%, più bassa di un punto percentuale rispetto a quella previgente pari al 3%. Tuttavia, in base all’articolo 10, comma 3, del D.Lgs. 23/2011, come modificato dall’articolo 26, comma 1, del DL 104/2013, le imposte ipocatastali, in tal caso, sono dovute nella misura di 50 euro ciascuna.
Occorre evidenziare, poi, che dal 2014, ai fini del sistema di tassazione relativo all’imposta di registro, il beneficio fiscale si applica soltanto agli atti di trasferimento di “case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis)”. In sostanza, l’articolo 10, comma 1, del D.Lgs. 23/2011, intervenendo sull’articolo 1, comma 1, della Tariffa, ha radicalmente modificato la formulazione testuale previgente che, invece, consentiva di usufruire dell’agevolazione per il trasferimento di “case di abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969, … ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II-bis)”. Dal 1° gennaio 2014, pertanto, ai fini dell’accesso all’agevolazione, per quanto concerne i trasferimenti immobiliari soggetti ad imposta di registro, non hanno più alcun rilievo le caratteristiche degli immobili, né tantomeno le disposizioni del decreto ministeriale del 1969 sopra richiamato, assumendo importanza soltanto la categoria catastale della casa, che risulta ammissibile al beneficio fiscale de quo soltanto se non appartenente alle categorie A/1, A/8 e A/9.
 
Decadenza dall’agevolazione
Come già indicato in precedenza, la disciplina di riferimento del beneficio fiscale in oggetto è recata dalla nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/1986, che stabilisce precise condizioni per poter accedere alla misura di vantaggio. Si tratta, in particolare, di dichiarazioni che il contribuente deve rendere in sede di rogito notarile per l’acquisto dell’abitazione non di lusso.
Quel che più rileva, però, ai fini del presente scritto, è che, ai sensi del quarto comma della predetta nota II-bis), in caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con l’agevolazione in oggetto prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, l’agevolazione è revocata e sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una soprattassa pari al 30% delle stesse imposte. Se si tratta di cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, l’ufficio dell’Agenzia delle entrate presso cui sono stati registrati i relativi atti recupera nei confronti degli acquirenti la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata, ed irroga la sanzione amministrativa del 30% della differenza medesima. La suddetta revoca dell’agevolazione e …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it