Credito tributario personale del professionista: chi appone il visto di conformità?

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 19 giugno 2014

si valuta se il professionista è legittimato a porre il visto di conformità sulla propria dichiarazione dei redditi per compensare crediti per imposte dirette oltre euro 15.000

Come già argomentato su queste colonne, al fine di contrastare gli abusi in materia di compensazioni di crediti inesistenti, la legge di stabilità 2014 (L. 147/2013) ha introdotto un nuovo limite alla compensazione tributaria, prevedendo l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione, da parte di un soggetto abilitato, per compensare (mediante modello F24) crediti di importo superiore ad € 15.000,00, derivanti da imposte sui redditi (IRPEF e IRES) e relative addizionali, IRAP, ritenute alla fonte ed imposte sostitutive delle imposte sui redditi.

 

Brevemente si ricorda che, l’obbligo del visto di conformità non dipende dall’importo del credito, inferiore o superiore ad €15.000,00, risultante dalle dichiarazioni fiscali, ma dipende soltanto dall'ammontare utilizzato in F24 per le compensazioni orizzontali (cioè per pagare debiti di natura diversa), fino alla data in cui lo stesso può essere utilizzato, ovvero entro il termine di presentazione della dichiarazione dell'anno successivo: solo il concreto utilizzo di uncredito d’imposta per importo superiore ad € 15.000 fa scattare, infatti, l’obbligo di apposizionedel visto di conformità sulla dichiarazione che