Continua la discussione sull’accertamento anticipato

di Francesco Buetto

Pubblicato il 13 marzo 2014

l'accertamento anticipato è un tema molto discusso nelle aule dei giudici tributari: ecco un'analisi dei casi di particolare e motivata urgenza che permettono al Fisco di derogare alle norme dello Statuto del contribuente

Con la sentenza n.3142 del 12 febbraio 2014 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di accertamento anticipato urgente, per annualità in scadenza.

Nel caso in questione, la sentenza di appello ha riconosciuto natura perentoria al termine indicato nell’art. 12, c. 7, della L .n. 212/2000, in considerazione della espressa derogabilità dello stesso esclusivamente in caso di "particolare e motivata urgenza".

 

La sentenza

La Corte, prende le mosse dal pronunciamento a SS.UU. ( n.18184/2013), secondo cui "i casi di particolare e motivata urgenza" che legittimano la inosservanza del termine si configurano come elemento esterno al contenuto motivazionale dell’atto impositivo che rimane circoscritto "ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione".

Secondo la Corte, il Legislatore ha “voluto operare un bilanciamento tra l’interesse del contribuente a non vedere assoggettato il proprio patrimonio ad un pretesa fiscale che potrebbe rivelarsi infondata e l’interesse dell’Erario a non subire ritardi nella acquisizione delle proprie entrate tributarie, evitando mediante attuazione del principio di collaborazione tra privato ed PA, al primo gli oneri connessi allo svolgimento del giudizio da introdursi con la opposizione all’atto impositivo, ed alla seconda lo spreco di inutile attività provvedimentale con conseguenze sulla inefficienza dell’apparato organizzativo (non potendosi, peraltro, ritenere neppure estraneo al Legislatore il perseguimento del collaterale scopo dell’attivo dei processi). Il termine dilatorio in questione, pertanto, è posto nell’interesse di entrambe le parti del rapporto tributario ed una modifica dello stesso - nei lim