Le nuove regole di deducibilità dei canoni di leasing

Aspetti generali
Nella prassi commerciale, l’acquisizione di beni strumentali da parte delle imprese tramite contratti di locazione finanziaria (leasing) rappresenta una valida alternativa rispetto all’acquisto diretto in proprietà, che alla possibilità di ripartire il costo in un arco di tempo pluriennale unisce l’opportunità di far valere, quali costi deducibili nell’ambito del reddito di impresa, gli oneri finanziari sostenuti.
La deducibilità fiscale dei canoni di leasing risulta tuttavia condizionata al rispetto di determinate condizioni relative soprattutto al lasso temporale nel quale questi oneri vengono ripartiti.
La legge di stabilità per il 2014 (L. 27.12.2013, n. 147) ha introdotto disposizioni più favorevoli ai contribuenti quanto alla deducibilità dei canoni per il soggetto utilizzatore dei beni. Tali nuove regole trovano applicazione ai contratti di leasing stipulati a partire dal primo gennaio dell’anno in corso.
Con riguardo alle imprese, le novità normative hanno riguardato l’art. 102, settimo comma, del TUIR, e hanno portato la durata minima fiscale dei contratti:

per i beni mobili ammortizzabili, al 50% del periodo di ammortamento determinato secondo i coefficienti ministeriali;

per i beni immobili, a un periodo fisso di 12 anni (senza guardare al coefficiente di ammortamento).

La deduzione dei canoni non viene meno se la durata effettiva del contratto è inferiore alla durata minima fiscale: in tale ipotesi, infatti, i canoni vengono ripartiti lungo il periodo corrispondente alla durata minima fiscale.

I riferimenti normativi
Le innovazioni sopra menzionate sono contenute nell’art. 1, cc. 162 e 163, della legge di stabilità 2014.
Queste novità devono essere coordinate con le modifiche precedentemente apportate dall’art. 4-bis del D.L. 2.3.2012, n. 16, convertito dalla L. 26.4.2012, n. 44, che, in relazione ai contratti sottoscritti dal 29.4.2012, ha previsto un «doppio binario» tra la durata del contratto di leasing, non più vincolata al periodo di deduzione fiscale, e il vincolo temporale per la deduzione dei canoni.
Secondo le schede di lettura predisposte dai Servizi studi parlamentari, le innovazioni in materia di leasing producono hanno per le imprese (che imputino a conto economico i canoni) l’effetto di rendere possibile la deduzione per un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento (in luogo dei due terzi previsti dalla legislazione vigente), nonché di ammettere per gli immobili la deduzione per un periodo non inferiore a 12 anni.
Quanto alla decorrenza delle innovazioni normative, è fatto presente che, a causa della successione temporale con il predetto D.L. n. 16/2012, si producono tre diversi regimi fiscali a seconda della data di stipulazione del contratto (prima del 29.4.2012, da tale data al 31.12.2013, a partire dal primo gennaio 2014).
Derogando al principio di alternatività Iva/registro, è poi prevista l’applicazione dell’imposta di registro in misura proporzionale (del 4%) sulle cessioni da parte degli utilizzatori di contratti di locazione finanziaria di immobili strumentali. Questa disposizione modifica il comma 1-bis dell’art. 40 del T.U. n. 131/1986. La misura dell’imposta proporzionale è fissata mediante l’inserimento nella Tariffa – parte prima del T.U. di un nuovo art. 8-bis.

La deduzione dei canoni dal reddito di impresa e di lavoro autonomo
Per esaminare più da vicino la portata delle modifiche introdotte, sembra utile far riferimento alla circolare dell’Assilea (Associazione italiana leasing) n. 2/2014 – serie fiscale del 9.1.2014.
Precisa l’Assilea che l’intervento modificativo ha inciso sugli artt. 54, secondo comma (lavoratori autonomi), nonché 102, settimo comma (imprese) del TUIR, …

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