Il disconoscimento del documento processuale

il disconoscimento della fattura da parte dell’emittente comporta l’automatica decadenza del diritto alla detrazione IVA del contribuente–acquirente? Analizziamo la complessa fattispecie del disconoscimento dei documenti processuali prodotti

Principio

Il disconoscimento della fattura da parte dell’emittente non è di per sé sufficiente a far cadere il diritto alla detrazione IVA del contribuente.

La dichiarazione di disconoscimento della sottoscrizione resa dal fornitore nel corso della verifica fiscale non determina automaticamente il venir meno della fattura quale documento giustificativo della detrazione IVA operata dal cliente, ma deve semplicemente considerarsi uno tra gli elementi indiziari, liberamente valutabili dal giudice, su cui il Fisco ha basato la pretesa.

Quando si controverta sul diritto del contribuente di portare in detrazione l’IVA , sull’assunto dell’Ufficio che la sottoscrizione apposta sulla fattura è stata “contestata” dalla ditta emittente (soggetto terzo estraneo al giudizio tributario), se da un lato non può ravvisarsi un onere di disconoscimento della sottoscrizione apposta dal terzo sulla fattura, ex articolo 214 cod. proc. civ., a carico dell’A.F. (l’onere del disconoscimento della scrittura privata grava, infatti, esclusivamente sul soggetto che appare essere autore della sottoscrizione, e non già sul soggetto – nella specie la P.A. – che contesta l’opponibilità del documento, sul presupposto della sottoscrizione apocrifa apposta da un terzo), dall’altro non può neppure configurarsi alcun onere gravante sul contribuente di richiedere, ai sensi dell’articolo 216 c.p.c., la verifica dell’autenticità della fattura sottoscritta dall’emittente, in quanto quando il contenuto della scrittura privata inter alios venga contestato, il documento non viene in rilievo come prova legale e la verità o meno del suo contenuto, dimostrabile con ogni mezzo di prova, è affidata al libero apprezzamento del giudice. Tale interessante principio è stato precisato dalla Corte di Cass. civ. Sez. V, con la sentenza del 15-10-2013, n. 23317

Disconoscimento della fattura ex articolo 214 c.p.c. e verificazione ex articolo 216 c.p.c.

La privazione della efficacia probatoria di una scrittura privata mediante disconoscimento, presuppone che la stessa sia prodotta nel processo per essere utilizzata come mezzo di prova “contro colui al quale la scrittura è attribuita” (il quale assume, pertanto, la posizione di contraddittore necessario), ovvero contro gli eredi od aventi causa dell’autore, non trovando applicazione le indicate norme processuali al di fuori del giudizio: ne segue che, sia nell’ambito di un procedimento di verifica fiscale, che nei rapporti tra soggetti (contribuente ed Amministrazione finanziaria) rispetto ai quali l’apparente autore della scrittura è terzo, il “disconoscimento” della sottoscrizione, compiuto in via extraprocessuale da quest’ultimo, si risolve in una mera allegazione negativa di un fatto (e cioè nella negazione del fatto estrinseco della provenienza dello scritto dal soggetto che lo ha sottoscritto e che, apparentemente, figura come autore), allegazione che potrà assumere diversa rilevanza probatoria nell’eventuale giudizio tra contribuente ed Amministrazione (nel quale l’autore dello scritto non sia stato evocato come parte convenuta), secondo la valutazione che verrà compiuta dal Giudice di merito in ordine alla efficacia dimostrativa dei fatti principali e secondari attribuita al complesso dei mezzi istruttori sperimentati nel giudizio, ma alla quale non possono in nessun caso essere ricondotti gli effetti propri dell’art. 214 c.p.c., e art. 216 c.p.c., comma 1, non essendo attribuiti effetti di prova legale al “disconoscimento della scrittura privata” compiuto al di fuori del processo (vedi, con riguardo agli effetti endoprocessuali del “disconoscimento-verifica” della scrittura privata, Corte Cass. 3′ sez. 17.05.2007 n. 11460, in cui si puntualizza che “il riconoscimento tacito della scrittura privata, secondo il modello previsto dall’art. 215 c.p.c., opera esclusivamente nel processo in cui essa viene a realizzarsi, esaurendo i suoi effetti nell’ammissione della scrittura come mezzo di prova, con la conseguenza che la…

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