La convenienza ad aderire agli istituti deflattivi del contenzioso

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 4 dicembre 2013

in caso di valutazioni negative sull'esito del contenzioso fiscale, è possibile esperire l'acquiescenza purché si rinunci ad impugnare (con ricorso/reclamo) l'avviso di accertamento, ovvero a formulare istanza di accertamento con adesione

Considerati i costi onerosi di un contenzioso tributario, i contribuenti che ricevono avvisi di accertamento fondati su dati e valutazioni difficilmente contrastabili, hanno l’opportunità, se rinunciano a presentare ricorso/reclamo, di ottenere una riduzione delle sanzioni (cosiddetta "acquiescenza").

 

Nello specifico, l'art. 15 del D.Lgs. 19.06.97 n. 218 prevede una riduzione delle sanzioni qualora il contribuente rinunci ad impugnare (con ricorso/reclamo) l'avviso di accertamento o di liquidazione, ovvero a formulare istanza di accertamento con adesione. Oltre alla riduzione delle sanzioni, l'acquiescenza del contribuente produce una ulteriore serie di effetti, sostanzialmente analoghi a quelli dell'accertamento con adesione: l'accertamento definito con l'acquiescenza non è soggetto, infatti, ad impugnazione, non è integrabile o modificabile da parte dell'ufficio (tranne che nelle ipotesi tassativamente previste) e non rileva ai fini extratributari, fatta eccezione per i contributi previdenziali e assistenziali la cui base imponibile è riconducibile a quel