Il commercio elettronico: analisi delle questioni tributarie

Aspetti generali

Per commercio elettronico si intende lo scambio di beni e/o servizi che avviene utilizzando mezzi telematici.

In determinati casi (commercio elettronico diretto), tutti i passaggi avvengono in forma elettronica: ciò è possibile, ad esempio, per le cessioni di software e contenuti fruibili digitalmente; in altri casi (commercio elettronico indiretto), occorre procedere alla consegna di un bene fisico, materiale, analogamente a quanto avviene nelle tradizionali vendite per corrispondenza.

Le problematiche relative all’e-commerce assumono una particolare importanza per i loro riflessi nell’ambito impositivo IVA. Va rammentato a questo riguardo che dal 1° gennaio 2010 sono cambiate le regole sul luogo di tassazione dei servizi per effetto delle modifiche apportate dalla direttiva n. 2008/8/CE (c.d. «direttiva sui servizi») alla direttiva n. 2006/112/CE.

Nell’ordinamento interno italiano, le novità IVA in materia di prestazioni di servizi erano state anticipate dalla circolare n. 58/E del 31.12.2009 e quindi formalmente recepite con il D.Lgs. 11.2.2010, n. 18, con effetto dal 1° gennaio dello stesso anno.

È quindi intervenuta la circolare n. 37/E del 29.7.2011, dopo che il Regolamento 15 marzo 2011, n. 282/2011(UE) aveva definito e reso comuni alcuni concetti contenuti nella più recente versione della direttiva del 2006.

 

L’e-commerce diretto è una prestazione di servizi

Il commercio elettronico (e-commerce) può prevedere in concreto la cessione di beni materiali o immateriali utilizzando mezzi di tipo telematico (tipicamente la rete Internet, attraverso siti che consentono il pagamento degli importi e l’esecuzione dell’ordine, ovvero il download dei contenuti acquistati (testi, immagini, filmati, brani musicali, software).

Devono pertanto essere distinti le seguenti due tipologie di commercio elettronico:

  1. commercio elettronico indiretto: si riferisce alla cessione di beni materiali, realizzata però con l’utilizzo della «rete» per concludere il contratto ed eseguire il pagamento. Il bene quindi, che a causa della sua consistenza «fisica» non può essere direttamente trasmesso all’acquirente, viene spedito usando le vie tradizionali, con il sistema delle vendite per corrispondenza. Per questo tipo di commercio non sono previste disposizioni specifiche, trattandosi di un sistema che non modifica le regole vigenti per le vendite per corrispondenza, essendo basato su normali operazioni di esportazione, importazione, cessioni e acquisti intracomunitari a distanza;

  2. commercio elettronico diretto: in esso avviene la cessione elettronica di beni virtuali o di servizi (siti web, programmi, immagini, testi, informazioni, accesso a banche dati, fornitura di musica, film e giochi, etc.), che comunque costituisce ai fini dell’IVA – diversamente dal commercio indiretto – una prestazione di servizi e consente alle parti di concludere la transazione con lo scarico telematico del prodotto acquistato sotto forma di file digitale e la contemporanea esecuzione del pagamento on line. Con specifico riguardo al commercio elettronico diretto, Per tale tipo di commercio, la direttiva comunitaria 2002/38/CE del 7.5.2002 ha previsto una nuova disciplina che doveva essere recepita in tutta l’UE, accompagnata dal regolamento (CE) n. 792/2002 in materia di cooperazione amministrativa tra gli Stati membri per lo scambio di dati in materia di commercio elettronico. Quest’ultimo è stato poi sostituito – con vigenza dal 1° gennaio 2004 – dal regolamento (CE) n. 1798/2003 del 7.10.2003. Il regime non è tuttavia definitivo, avendo inizialmente un termine di tre anni prorogato di anno in anno (da ultimo con la Direttiva 2008/08 del 12.2.2008) fino al 31.12.2014.

     

Il recepimento della direttiva sul commercio elettronico

Per i servizi prestati tramite mezzi elettronici, la direttiva comunitaria 2002/38/CE del 7.5.2002, ripresa negli artt. 58 e 59, primo comma, lett. k), della direttiva 2006/112/CE, ha introdotto una…

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