Rivalutazione dei beni immobili delle imprese: il pagamento rateale

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 28 ottobre 2013

l’imprecisa formulazione normativa comporta comunque l’inapplicabilità delle sanzioni per insufficiente versamento nei confronti di quei contribuenti che avessero calcolato gli interessi al più basso tasso legale succedutosi negli anni

L’ art. 15 cc. 16 e ss. del DL 29.11.2008 n. 185 (conv. L. 28.1.2009 n. 2) aveva previsto, per le imprese che non adottano i principi contabili internazionali, una disciplina di rivalutazione dei beni d’impresa limitata ai beni immobili (diversi dalle aree fabbricabili) risultanti dal bilancio relativo all'esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2007.

La disciplina in commento si caratterizzava per una duplice opzione: era possibile, in via alternativa, rivalutare gli immobili con efficacia solamente civilistica, senza assolvimento di imposte sostitutive, ovvero rivalutare gli immobili con assolvimento dell’imposta sostitutiva (3% o 1,5%, a seconda della tipologia di asset rivalutato), conferendo efficacia ai maggiori valori anche ai fini fiscali, seppure con un differimento degli effetti assai ampio (5 esercizi). Era, altresì, prevista la possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione, con assolvimento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP del 10%.

Per conferire efficacia anche ai f