Configurabilità del concorso tra l’emittente e l’utilizzatore di fatture per operazioni inesistenti

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 8 luglio 2013

una recentissima sentenza di Cassazione analizza il problema dell'eventuale concorso nella commissione del reato tra l’emittente e l’utilizzatore di fatture per operazioni inesistenti ai fini di evasione fiscale (Fabrizio Stella e Nicola Monfreda)

Come è ben noto, l’art. 9 del D.Lgs. n. 74/2000 disciplina il rapporto tra la fattispecie illecita di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti ed il reato di emissione dei medesimi falsi documenti, prevedendo che – in deroga all’art.110 c.p.:

  • l'emittente di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall'art. 2;

  • chi si avvale di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo non è punibile a titolo di concorso nel reato previsto dall'art.8.

In altre parole, l’intento del Legislatore è quello di evitare, in armonia al principio del ne bis in idem, che un soggetto sia punito due volte per una stessa condotta; pertanto, in linea di principio, colui che utilizza, per i successivi obblighi dichiarativi, fatture inesistenti emesse da altro individuo economico, risponde della figura criminosa di cui al già citato art .2, senza concorrere nella diversa fattispecie di cui all’art. 8, configurabile esclusivamente in capo all’emittente.

Tra l’altro, quest’ultimo risponde penalmente a prescindere dall’ammontare indicato nelle false fatture rilasciate1 e dal numero dei documenti emessi nonché dei destinatari dei medesimi, considerato che, a norma dell’art. 8, “l'emissione o il rilascio di più fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato”.

La complessità della dinamica d’imposta ed i connessi schemi frodatori, tesi sovente ad incrementare fittiziamente l’ammontare degli elementi negativi deducibili dalla base imponibile avvalendosi dell’operato di un soggetto giuridico terzo per la produzione di documentazione non veritiera, ha imposto alla giurisprudenza un attento intervento interpretativo che ha delimitato la latitudine applicativa della disposizione in argomento.

In particolare, la Corte di Cassazione, in diverse recenti pronunce, ha ritenuto:

  • configurabile il concorso dell’utilizzatore con la condotta realizzata dall’emi