IRPEF, IMU e i coniugi divorziati

Per effetto dell’introduzione dell’IMU dall’anno 2012 in tutti i Comuni italiani1, e soprattutto della previsione che la nuova imposta2 “sostituisce, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati”, il coniuge separato, non assegnatario della casa coniugale (non locata) di cui è (con)titolare, pur rimanendo ancora a tutti gli effetti (com)proprietario dell’immobile, ha solo obblighi meramente formali ai fini IRPEF e non più sostanziali effetti reddituali.
 
In passato, proprio in relazione ad altro tributo locale come l’ICI, era stata esaminata dall’Amministrazione finanziaria la natura tributaria dell’assegnazione della casa coniugale al coniuge separato e l’Amministrazione stessa non potette che recepire l’orientamento interpretativo assunto dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 6192 del 16 marzo 2007 (confermando quanto già espresso nella sentenza n. 18476 del 5 luglio 2005), in base al quale veniva riconosciuto all’assegnatario soltanto un diritto di natura personale, vale a dire un “atipico diritto personale di godimento e non già di diritto reale”.
 
In pratica, il coniuge non assegnatario della casa coniugale, se titolare del diritto di proprietà sulla stessa, doveva pagare l’imposta locale senza per altro poter usufruire dell’aliquota ridotta e della detrazione per abitazione principale, poiché per abitazione principale si intendeva quella nella quale il contribuente aveva la dimora abituale, che, salvo prova contraria, coincideva con la residenza anagrafica dello stesso soggetto (cfr. l’art. 8, c. 2, del D.Lgs. n. 504/1992 – modificato dall’art. 1, c. 173, lett. b, della legge 27 dicembre 2006, n. 296).
 
In relazione, ora, alla portata applicativa dell’IMU, è quindi utile esaminare quali sono gli effetti operativi per la compilazione della denuncia dei redditi, avendo riguardo anche alle istruzioni in proposito fornite nei modelli dichiarativi (Mod 730 o Mod UNICO PF) relativi al periodo di imposta 2012.
 
Innanzitutto, va ricordato che per effetto dell’art.4, comma 12-quinques del DL 2 marzo 2012, n. 16 aggiunto dalla Legge di conversione 26 aprile 2012, n.443, “ai soli fini dell’applicazione dell’imposta municipale propria (in breve, IMU, ndr) di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.23, … l’assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”.
 
La separazione e il divorzio prevedono l’attribuzione del diritto di abitare la casa coniugale al coniuge affidatario dei figli (cosiddetta “assegnazione della casa coniugale”) e l’intervento normativo, dal punto di vista letterale, sembrerebbe esplicare valenza ai soli fini IMU, atteso che, “ai soli fini dell’applicazione” di detta imposta, l’assegnazione della casa coniugale in sede di separazione (cfr. l’art. 155- quater c.c.) e di divorzio (cfr. l’art. 6, c. 6, della Legge 898/70 – legge sul divorzio) è stata per legge equiparata al diritto reale di abitazione (sicché per effetto dell’art. 9, c. 1, lett. a, del D.Lgs. 23/2011 il coniuge assegnatario è soggetto passivo IMU in qualità di titolare del diritto di abitazione sancito ex lege).
Ma, in effetti, sul piano sostanziale, i riverberi IRPEF derivanti dall’introduzione dell’IMU derivano da quanto disposto dall’art. 8, c. 1, del D.Lgs. 14 marzo 2011, n.23, laddove è stato previsto che l’IMU sostituisca, per la componente immobiliare, l’IRPEF e le relative …

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