IRPEF, IMU e i coniugi divorziati

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 29 giugno 2013

l'introduzione dell'IMU ha modificato anche il trattamento ai fini IRPEF dei redditi da fabbricati: approfondiamo come trattare in dichiarazione il caso del coniuge divorziato proprietario ma non assegnatario dell'abitazione familiare

Per effetto dell’introduzione dell’IMU dall’anno 2012 in tutti i Comuni italiani1, e soprattutto della previsione che la nuova imposta2 “sostituisce, per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati”, il coniuge separato, non assegnatario della casa coniugale (non locata) di cui è (con)titolare, pur rimanendo ancora a tutti gli effetti (com)proprietario dell’immobile, ha solo obblighi meramente formali ai fini IRPEF e non più sostanziali effetti reddituali.

 

In passato, proprio in relazione ad altro tributo locale come l’ICI, era stata esaminata dall’Amministrazione finanziaria la natura tributaria dell’assegnazione della casa coniugale al coniuge separato e l’Amministrazione stessa non potette che recepire l’orientamento interpretativo assunto dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 6192 del 16 marzo 2007 (confermando quanto già espresso nella sentenza n. 18476 del 5 luglio 2005), in base al quale veniva riconosciuto all'assegnatario soltanto un diritto di natura personale, vale a dire un “atipico diritto personale di godimento e non già di diritto reale".

 

In pratica, il coniuge non assegnatario della casa coniugale, se titolare del diritto di proprietà sulla stessa, doveva pagare l'imposta locale senza per altro poter usufruire de