Bilancio 2013: il problema delle perdite

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 4 giugno 2013

in una fase di crisi economica è facile che i bilanci societari chiudano in perdita; presentiamo un riassunto degli obblighi da seguire in presenza di perdite d'esercizio che incidono sul capitale sociale

Premessa generale

Come di consueto siamo in tempo di bilanci e, anche quest'anno, moltissime aziende dovranno fare i conti con la gestione delle perdite d'esercizio. La crisi economica generale che perdura da alcuni anni certamente non facilita il compito degli Amministratori e dei loro consulenti che si apprestano alla chiusura dei conti ed è pur vero che la perdita d'esercizio può essere pilotata anche con alcune scelte imprenditoriali e, nel caso di specie, il criterio civilistico si scontra sempre con il criterio fiscale; per questi motivi si ritiene utile approfondire le principali problematiche civili e fiscali che possono scaturire dalla rilevazione in bilancio delle perdite d'esercizio.

 

IL CODICE CIVILE E LE PERDITE DEL BILANCIO

La normativa del codice civile prevede tre possibili casistiche:

a) perdita inferiore al terzo del capitale;

b) perdita superiore al terzo del capitale, senza che quest’ultimo si riduca al di sotto dei minimi previsti dalla legge;

c) perdita superiore al terzo che riduca il capitale al di sotto dei minimi previsti dalla legge.

 

Perdita inferiore al terzo del capitale

L’art. 2446 del c.c. prevede che nel caso in cui le perdite non superino il terzo del capitale, la società non è obbligata a coprirle. La scelta di eliminare o meno le perdite è dettata, in questo caso, dalla volontà di distribuire gli utili successivamente conseguiti o di addossare definitivamente sui soci attuali le perdite subite in modo da ga