I rapporti fra accertamento con adesione e l’invito al contraddittorio

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 10 maggio 2013

l’istanza di accertamento con adesione sospende il termine per il ricorso avverso l’avviso di accertamento preceduto dall’invito dell’ufficio al contraddittorio ovvero da una procedura conclusa senza alcun accordo?

Principio

Se la notifica dell'atto impositivo è stata preceduta da invito a comparire, l’istanza di accertamento per adesione presentata successivamente dal contribuente non produce la sospensione automatica di novanta giorni del termine per impugnare.. L'accertamento con adesione può essere avviato su invito della parte pubblica oppure su istanza del contribuente. Ma come l’Ufficio non è obbligato a inviare l’invito così il contribuente non è tenuto a rispondere alla convocazione. Se però il contribuente non si presenta, oppure si presenta senza raggiungere l’accordo con l’Amministrazione, pur non essendo sanzionabile, perde l’opportunità di proporre l’adesione, una volta che gli sia stato notificato l’atto di accertamento. Nel caso di specie, l'istanza di accertamento con adesione prodotta dal contribuente successivamente alla notifica dell'atto impositivo “non poteva produrre alcun effetto né tantomeno la sospensione dei termini, poiché impedita dal precedente contraddittorio attivato dall'Ufficio e concluso senza alcun accordo”. Sussiste, pertanto, l’intempestività del ricorso e la declaratoria di inammissibilità dello stesso, perché il termine per proporlo scadeva il sessantesimo giorno successivo alla data di notifica dell’atto di accertamento. Tale interessante principio è stato statuito dalla recente sentenza n. 14 del 21 gennaio 2013 della Commissione Tributaria Regionale di Roma sezione staccata di Latina sez. 39.

 

Abuso della sospensione dei termini per l’istanza meramente dilatoria

Sussiste un preciso orientamento della giurisprudenza di merito tributaria (CTP di Treviso, sezione VIII, sentenza n. 73/2012; sentenza n. 154/22/2011 della CTR di Venezia) secondo cui:

  • L’istanza è meramente dilatoria quando nonostante l’invito a comparire formulato dall’ufficio il contribuente non si presente per l’instaurazione del contraddittorio , ovvero non produce alcuna memoria esplicativa né si attiva in nessun modo per contattare l’Agenzia delle Entrate.

  • E’ un abuso del diritto presentare l'istanza di accertamento con adesione se il contribuente non manifesti un interesse concreto a definire la questione nel contraddittorio con il fisco. Ai fini di legittimare l’istanza presentata, occorre che il contribuente dia contenuto concreto ed effettivo, dimostrando, con comportamento fattivo, di avere una concreta e reale volontà di avviare per lo meno un dialogo con l’Amministrazione Finanziaria. In questi casi non si applica la sospensione di 90 giorni del termine per ricorrere.

  • E’ fondata, in particolare, l’eccezione sollevata dall’ufficio, in via pregiudiziale, di parziale inammissibilità del ricorso introduttivo per abuso del dirittoex art. 6 del D.Lgs.