Durata della verifica fiscale: contano i giorni effettivi

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 20 marzo 2013

la verifica fiscale è soggetta ad un limite di tempo: come valutare se i giorni impiegati dal Fisco presso il contribuente eccedono il limite di legge? Quali sono le sanzioni per il Fisco quando si eccede il limite?

Con la sentenza n. 3762 del 15 febbraio 2013 (ud. 4 dicembre 2012) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della durata delle verifiche.

 

LA SENTENZA

La Corte osserva che l’art. 12, c. 5, della L. n. 212 del 2000, “nel fissare agli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria il termine (prorogabile per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell'indagine individuati e motivati dal dirigente dell'ufficio) di trenta giorni lavorativi, regola unicamente la permanenza degli stessi presso la sede del contribuente quando dovuta a verifiche: il termine in questione, quindi, assume rilevanza solo a seguito della somma dei giorni lavorativi di effettiva permanenza presso la sede del contribuente. Il computo del termini, pertanto, diversamente da quanto ritenuto dai contribuenti (che si sono limitati a indicare la prima e l'ultima data del PVC), non può essere compiuto sulla base dei giorni trascorsi tra l'inizio e la fine delle operazioni di verifica, computando quindi anche quelli impiegati per verifiche eseguite al di fuori della sede del contribuente”.

Nè, prosegue la sentenza, “ha fondamento la stessa censura con riferimento al D.M. 30 dicembre 1993, art. 8, comma 6, il quale non attribuisce alcun diritto al contribuente, nè tende a tutelare un qualche interesse del medesimo, avendo esso unicamente una finalità di autorganizzazione e di coordinamento della complessiva capacità operativa dell'amministrazione finanziaria da destinare all'azione accertatrice”.

 

Brevi note

Già con sentenza n. 14020 del 27 giu