Anche i fallimenti si affidano alla PEC

una delle norme del Governo Monti con cui si cerca di snellire la lunghezza delle procedure fallimentari è quella che affida la notifica delle comunicazioni alla posta elettronica certificata

Il DL 179/2012 ha introdotto alcune novità in materia di crisi d’impresa e fallimento: su tutte, la telematizzazione degli adempimenti e delle comunicazioni nell’ambito delle procedure concorsuali, mediante l’utilizzo generalizzato della Posta Elettronica Certificata (PEC), in modo da velocizzare le comunicazioni stesse e contenere i costi per la gestione delle procedure. Diventa telematica, infatti, la notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento, ma non solo.

Al Curatore viene imposto l’obbligo di effettuare tutte le comunicazioni ai creditori per via telematica (comunicazione della data di verifica crediti, comunicazioni di deposito del progetto di riparto parziale o totale, comunicazione di chiusura della procedura…), ivi comprese le comunicazioni non previste dalla Legge fallimentare, ma che il Giudice Delegato o il Curatore stesso ritengono comunque che debbano essere note ai creditori (comunicazioni circa l’esito di una determinata transazione o altre comunicazioni di interesse rilevante per la procedura). Sempre per via telematica deve essere trasmessa la domanda di insinuazione al passivo: domanda da inoltrare direttamente al Curatore e non più da depositare presso la cancelleria fallimentare. Inoltre, è prevista la comunicazione del progetto dello stato passivo formato dal Curatore all’indirizzo di posta elettronica dei creditori, così come dell’esito dell’accertamento del passivo.

Le predette comunicazioni devono essere effettuate all’indirizzo di posta elettronica certificata, indicato dal creditore nella domanda di insinuazione al passivo, ovvero individuato dal Curatore a seguito di controlli sulla contabilità o sulla corrispondenza del fallito. Sul punto, però, è opportuno precisare che la legge fallimentare già imponeva al creditore di indicare, nella domanda di insinuazione al passivo, oltre ai documenti che legittimano la pretesa creditoria, anche i riferimenti (diversi dall’indirizzo di residenza o della sede sociale) quali, il numero di fax o il proprio indirizzo di posta elettronica, dove poter ricevere le comunicazioni di interesse della massa.

Ora, alla luce della modifica introdotta dal DL 179/2012, è necessario che nella domanda di insinuazione al passivo, il creditore (se soggetto obbligato dalla legge a dotarsi della PEC) comunichi, in luogo dell’indirizzo di posta elettronica, l’indirizzo di posta elettronica certificata: sembrerebbero escluse, quindi, dall’obbligo di comunicazione della PEC, alcune particolari tipologie di creditori. Si tratta, in buona sostanza, dei lavoratori dipendenti che, per legge, non sono tenuti a dotarsi della posta elettronica certificata, ma che molto spesso si trovano coinvolti nelle procedure concorsuali: per quest’ultimi, in assenza di un preciso obbligo di legge, si ritiene che le comunicazioni di interesse della procedura debbano continuare ad essere effettuate all’indirizzo di residenza, ovvero a mezzo fax o e-mail (soltanto se resi noti al Curatore nella domanda di insinuazione al passivo). Diverso è il caso in cui i dipendenti sono rappresentati, nella procedura fallimentare, da un sindacato, ovvero da un avvocato: in tale fattispecie, le comunicazioni dovranno pervenire all’indirizzo PEC dei soggetti che tutelano tali creditori di rango privilegiato.

Anche la recente legge di stabilità 2013 è intervenuta in materia di telematizzazione delle comunicazioni nell’ambito delle procedure concorsuali introducendo l’obbligo, in capo al Curatore ovvero al Commissario Giudiziale (relativamente alla procedura di concordato preventivo) di comunicare il proprio indirizzo PEC al Registro delle Imprese, entro 10 giorni dal provvedimento di nomina. Con particolare riferimento a quest’ultimo incombente, la Camera di Commercio di Monza e Brianza ha sottoposto all’esame del Ministero dello Sviluppo Economico (nota del 24 gennaio 2013), le richieste formulate da alcuni Curatori Fallimentari, i quali segnalavano l’esigenza di sostituire la PEC ufficiale…

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