La responsabilità fiscale dell’amministratore di fatto

di Federico Gavioli

Pubblicato il 16 febbraio 2013

in caso di fatti di evasione fiscale, anche l’amministratore di fatto della società ne risponde

L’articolo 26391 del codice civile afferma che l’amministratore di fatto di una società è da ritenersi responsabile di tutti quei doveri cui è soggetto normalmente anche l’amministratore di diritto; sull’argomento del cd. amministratore di fatto si è espressa di recente la Corte di Cassazione con la sentenza n. 33385 del 29 agosto scorso. Per i giudici di legittimità anche l’amministratore di fatto risponderà per evasione fiscale e omessa presentazione della dichiarazione dei redditi della società.

Accade sempre più spesso che negli accertamenti e verifiche effettuate da parte dell’amministrazione finanziaria nei confronti di società, accanto o in alternativa a reati imputabili all’amministratore di diritto, si annoverano le attività poste in essere da soggetti non investiti formalmente dall’attività di gestione.

Il fenomeno è generalmente collegato a intenti fraudolenti indirizzati all’evasione delle imposte mediante l’attribuzione di cariche societarie ad una c.d. “testa di legno” ossia ad un soggetto privo di qualsivoglia possidenza patrimoniale, nei confronti dei quali si renderebbe vana ed inutile qualsiasi azione esecutiva erariale. In questi casi, i rappresentanti del Fisco devono eseguire le proprie attività nei confronti di un amministratore “apparente” e uno “di fatto” e questo nella consapevolezza che la responsabilità penale può manifestarsi in relazione sia al principio della “personalità” del r