Agevolazioni prima casa e abitazione adibita a studio professionale

se la casa di proprietà del contribuente è adibita a studio professionale, allora anche l’acquisto di una seconda unità immobiliare da destinare ad abitazione principale gode dei benefici prima casa

Se la casa di proprietà è adibita a studio professionale è legittimo il riconoscimento dei “benefici prima casa” per l’acquisto di un secondo appartamento.

E’ questo, in estrema sintesi, il pensiero della Corte di Cassazione, espresso nella sentenza n.23064 del 14 dicembre 2012.

 

Il processo

La CTR della Sicilia, rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, confermava la decisione della CTP che aveva annullato l’avviso liquidazione e irrogazione sanzioni emesso e con il quale venivano revocati i “benefici prima casa”.

La CTR della Sicilia fondava la propria decisione sull’unica ratio per cui – nonostante al momento dell’acquisto il contribuente fosse stato proprietario di altro immobile accatastato A/2 – i “benefici” in parola dovevano esser comunque riconosciuti, poichè questo precedente immobile era in quel momento in realtà destinato a “studio professionale” e tant’è che successivamente era anche stato accatastato in A/10, non abitativo.

Contro la sentenza della CTR della Sicilia l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione, censurando la sentenza, deducendo che la CTR della Sicilia avrebbe erroneamente interpretato la disposizione nel senso di dar rilievo alla circostanza “soggettiva” che l’ulteriore immobile, pur essendo in allora accatastato in abitativo A/2, fosse stato in realtà destinato a studio professionale e laddove invece la norma sarebbe da intendersi “oggettivamente” e cioè nella direzione che l’agevolazione in discorso sarebbe da escludere per il solo mero fatto di essere l’acquirente già in proprietà di altro immobile accatastato in abitativo.

 

La sentenza

La norma stabilisce che il diritto ai “benefici prima casa” spetti al compratore che dichiari “di non possedere altro fabbricato o porzione di fabbricato idoneo ad abitazione”.

E cosicché la giurisprudenza della Suprema Corte si è orientata nel senso di una valutazione in concreto della “idoneità” abitativa dell’immobile già in proprietà, “per cui il mero fatto dell’attuale destinazione dell’immobile abitativo ad uso diverso compatibile con le sue caratteristiche oggettive è circostanza che ex se non esclude la “soggettiva” inidoneità del precedente immobile a fungere da civile abitazione ed il diritto a vedersi riconosciuta l’agevolazione di che trattasi (Cass. 18128/09; Cass. 19738/03; Cass. 10925/03; Cass. 2418/03; Cass. 7505/01)”.

Nel caso specifico non è stato oggetto di contestazione la circostanza affermata dalla CTR secondo cui il contribuente avrebbe in effetti provato che l’immobile già in proprietà al momento della dichiarazione “è stato ed è attualmente adibito a studio professionale” (compatibilmente con le sue caratteristiche oggettive, come comprovato dal successivo accatastamento in A/10) e quindi fosse in concreto inidoneo ad esser abitato e col conseguente diritto all’agevolazione.

Il principio enunciato è quindi il seguente: “Ha diritto all’agevolazione “prima casa” ex art. 16 d.l. 155/93 convertito in l. 249/93 chi, al momento dell’acquisto di un immobile, sia proprietario di un altro che sia utilizzato come studio professionale”.

 

Brevi riflessioni

Il complesso quadro normativo (previsto dalla legge 22 aprile 1982, n. 186), prevede l’applicazione di benefici fiscali per gli atti a titolo oneroso che comportano il trasferimento della piena proprietà o della nuda proprietà, abitazione, uso ed usufrutto relativi ad unità immobiliari non aventi le caratteristiche d’abitazioni di lusso, secondo quanto previsto dal D.M. del Ministero dei Lavori Pubblici del 2 agosto 1969.

Il regime agevolato attualmente in vigore – cfr. art. 3, c. 131, della legge n. 549/95 e art. 7, c. 6, della legge n. 488/99 – offre l’applicazione dell’imposta di registro in misura ridotta (3%) o alternativamente l’Iva con aliquota ridotta (4%), e le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, sempre che:

  • l’abitazione oggetto di trasferimento sia un’abitazione “non di lusso“;

  • l’immobile sia ubicato nel Comune in cui…

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