Agevolazioni prima casa e abitazione adibita a studio professionale

di Francesco Buetto

Pubblicato il 24 gennaio 2013

se la casa di proprietà del contribuente è adibita a studio professionale, allora anche l'acquisto di una seconda unità immobiliare da destinare ad abitazione principale gode dei benefici prima casa

Se la casa di proprietà è adibita a studio professionale è legittimo il riconoscimento dei “benefici prima casa” per l’acquisto di un secondo appartamento.

E’ questo, in estrema sintesi, il pensiero della Corte di Cassazione, espresso nella sentenza n.23064 del 14 dicembre 2012.

 

Il processo

La CTR della Sicilia, rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, confermava la decisione della CTP che aveva annullato l’avviso liquidazione e irrogazione sanzioni emesso e con il quale venivano revocati i “benefici prima casa”.

La CTR della Sicilia fondava la propria decisione sull’unica ratio per cui – nonostante al momento dell’acquisto il contribuente fosse stato proprietario di altro immobile accatastato A/2 – i “benefici” in parola dovevano esser comunque riconosciuti, poichè questo precedente immobile era in quel momento in realtà destinato a “studio professionale” e tant’è che successivamente era anche stato accatastato in A/10, non abitativo.

Contro la sentenza della CTR della Sicilia l’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione, censurando la sentenza, deducendo che la CTR della Sicilia avrebbe erroneamente interpretato la disposizione nel senso di dar rilievo alla circostanza “soggettiva” che l’ulteriore immobile, pur essendo in allora accatastato in abitativo A/2, fosse stato in realtà destinato a studio professionale e laddove invece la norma sarebbe da intendersi “oggettivamente” e cioè nella direzione che l’agevolazione in discorso sarebbe da escludere per il solo mero fatto di essere l’acquirente già in proprietà di altro immobile accatastato in abitativo.

 

La sentenza

La norma stabilisce che il diritto ai “benefici prima casa” spetti al compratore che dichiari “di non posseder