Documenti non esibiti in sede di verifica fiscale: conseguenze e possibili risvolti operativi

di Giuseppe Pagani

Pubblicato il 3 novembre 2012

Ampia ed estesa analisi delle problematiche a cui va incontro il contribuente che, in sede di verifica fiscale, non riesce o si rifiuta di esibire i documenti contabili richiesti dal Fisco ai fini della verifica. Il presente contributo intende anche stimolare un'utile riflessione in merito.

Documentazione non esibita in sede di verifica: quali conseguenze?

documentaizone non prodotta dal contribuente in sede amministrativaLa mancata esibizione di documenti contabili, a fronte di richiesta dei verificatori, in sede di controllo fiscale, è comportamento censurabile e certamente da evitare.

Resta tuttavia il fatto che l'omissione in esame può assumere una serie di “vesti” diverse, al ricorrere delle quali, emergono diverse conseguenze in capo al contribuente che se ne è reso autore. Il presente contributo intende soffermarsi sulle indicazioni offerte da alcune pronunce giurisprudenziali sul tema, con l'intento di stimolare un'utile riflessione in merito.

L'amministrazione finanziaria, nel corso della propria attività di accertamento, esegue richieste di dati, documenti ed informazioni, che possono avvenire nel corso di accessi diretti presso la sede delle attività sottoposte a controllo, o presso i locali dove sono conservate le scritture contabili, o, ancora, nel contesto di richieste di informazioni e documenti, operate per mezzo dell' invio di questionari, o di inviti al contraddittorio.

E' in tali contesti che, non di rado, capita di rilevare il mancato soddisfacimento delle richieste (in verità non sempre adeguatamente specificate, formalizzate e verbalizzate...) eseguite dai Funzionari incaricati delle operazioni.

Quanto precede non è sempre frutto di volontaria sottrazione di documenti e prove, ad opera del contribuente, ma può essere causata, a mero titolo esemplificativo, da carenze organizzative e di archiviazione, da momentanei trasferimenti presso terzi soggetti della documentazione stessa, per ragioni plausibili, o ancora, da eventi fortuiti che ne hanno generato la distruzione, nonché dallo smarrimento delle stesse scritture contabili.

Come si avrà modo di illustrare, nel corso del tempo, la giurisprudenza ha avuto occasione di fornire una gamma di possibili risposte, ai legittimi interrogativi inerenti le conseguenze che possano scaturire dai comportamenti richiamati poc'anzi, giungendo a soluzioni che sarà interessante esaminare, onde ipotizzare possibili soluzioni operative in merito.

 

Riferimenti normativi relativi alla mancata presentazione dei documenti in sede di verifica

I principali riferimenti normativi possono riassumersi nelle norme seguenti :

  • il 5° comma dell'articolo 52 del d.p.r. n. 633/72, denominato “Accessi, ispezioni e verifiche” ;
  • il 3° ed il 4° comma dell'articolo 32 del d.p.r. n. 600/73, denominato “Poteri degli uffici” ;
  • il 2° comma dell'articolo 39 del d.p.r. n. 600/73, denominato “Redditi determinati in base alle scritture contabili.”

 

Cominciando l'analisi dalla prima delle disposizioni citate, essa recita testualmente :

“I libri, registri, scritture e documenti di cui è rifiutata l'esibizione, non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente, ai fini dell'accertamento in sede amministrativa o contenziosa.”

 

La medesima norma prosegue poi specificando quali comportamenti del contribuente sottoposto ad accertamento vadano inclusi nel “rifiuto” in esame:

“Per rifiuto di esibizione si intendono anche la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti e scritture e la sottrazione di essi alla ispezione.”

 

Veniamo ora ad illustrare quanto contemplato dal terzo comma dell'articolo 32 del decreto sull'accertamento:

“Le notizie ed i dati non addotti, e gli atti, i documenti, i libri ed i registri non esibiti o non trasmessi in risposta agli inviti dell'ufficio non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente, ai fini dell'accertamento in sede amministrativa e contenziosa.”

 

E sin qui la norma ricalca quella già descritta; infine aggiunge un onere informativo a carico dei verificatori, laddove asserisce che

“Di ciò l'ufficio deve informare il contribuente, contestualmente alla richiesta.”

 

Il 4° comma dell'articolo 32 del decreto sull'accertamento, sembra invece “tendere una mano” ai contribuenti che incolpevolmente siano venuti meno all'obbligo di esibizione, laddove afferma che

“Le cause di inutizzabilità previste dal terzo comma non operano nei confronti del contribuente che depositi in allegato all'atto introduttivo del giudizio di primo grado in sede contenziosa le notizie, i dati, i documenti, i libri e i registri, dichiarando comunque contestualmente di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui non imputabile.”

 

Sarebbe molto interessante riuscire a comprendere se, ed eventualmente in quali casi, possa essere “giustificabile” la mancata esibizione di documentazione la cui conservazione è obbligatoria ai sensi delle vigenti normative : come avremo modo di illustrare in seguito, anche su questo specifico tema non si è mai pervenuti ad una soluzione definitiva ed univoca.

Sarà comunque possibile seguire i percorsi tracciati dalle pronunce giurisprudenziali nel corso del tempo, per poter fornire indicazioni ragionevolmente attendibili agli operatori che potrebbero malauguratamente trovarsi in situazioni del tipo indicato.

 

La distruzione accidentale dei documenti contabili

Anzi tutto, con riferimento al tema della distruzione di documenti, occorre rilevare come nella prassi operativa possano configurarsi due distinte casistiche, che potremmo definire come:

  • distruzione accidentale o da eventi fortuiti ;
  • distruzione od occultamento volontario.

Premesso che nel presente paragrafo si esamineranno effetti e possibili soluzioni relativamente alla sola distruzione accidentale, riteng