Legge fallimentare: cosa cambia dopo il Decreto Sviluppo in materia di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione nonché dei c.d. “piani attestati”

Il recente “Decreto Sviluppo e Crescita” (D.L. n. 83/2012), convertito nella Legge 7 agosto 2012 n. 134 (art. 33) ha introdotto importanti novità alle disposizioni contenute nella Legge Fallimentare.

In particolare, con tale intervento normativo il legislatore ha voluto rafforzare gli strumenti normativi utili al risanamento aziendale, intervenendo in maniera significativa sul tema del concordato preventivo, degli accordi di ristrutturazione nonché dei c.d. “piani attestati”.

Si esaminano di seguito le principali novità introdotte dal decreto, tenendo conto anche delle modifiche allo stesso apportate in sede di conversione in legge.

 

Concordato preventivo: presentazione della domanda con “riserva”

Come è noto, il concordato preventivo costituisce una procedura concorsuale, alternativa a quella fallimentare, finalizzata a regolare, in tempi brevi e nel modo “meno doloroso” possibile i rapporti dell’impresa con i propri creditori, attraverso un procedimento di natura negoziale. Già oggetto di significative modifiche una prima volta con la “prima riforma” fallimentare (D.L. n. 35/2005) e, successivamente, col decreto correttivo della riforma stessa (d. lgs. n. 169/2007), la procedura di concordato preventivo è stata ulteriormente modificata dal recente decreto correttivo, che ha reso molto più agevole la procedura in favore dell’imprenditore che si trova in “stato di crisi”.

La domanda per l’ammissione alla procedura deve essere presentata con ricorso da depositarsi, a cura del debitore, presso il tribunale del luogo in cui l’impresa ha la propria sede principale.

La domanda deve sottoscritta dal rappresentante legale, tenendo conto che:

  • nelle società di persone la decisione é deliberata dai soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale;

  • nelle società di capitali é deliberata dagli amministratori.

In tale ultimo caso la delibera deve risultare da verbale redatto da un notaio e deve essere depositata nel registro delle imprese.

Il nuovo decreto, allo scopo di rendere celere la procedura, ha previsto la possibilità di depositare il ricorso contenente la domanda di concordato, unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi (novità introdotta in sede di conversione del decreto), “riservandosi” di presentare la proposta, il piano e la documentazione in un momento successivo, entro un termine fissato dal giudice. Tale termine potrà essere fissato tra i sessanta e i centoventi giorni dal deposito della domanda, prorogabile per ulteriori sessanta giorni in caso di giustificato motivo. Durante tale arco temporale è fatto obbligo all’imprenditore di relazionare periodicamente in merito alle gestione finanziaria.

Entro il termine sopra indicato è, inoltre, concesso al debitore di depositare la domanda di accordo di ristrutturazione dei debiti.

Nell’ipotesi in cui penda un procedimento inteso alla dichiarazione di fallimento, il termine previsto per la presentazione della documentazione di cui sopra si riduce a soli sessanta giorni, prorogabili di altri sessanta giorni solo se in presenza di giustificati motivi.

Le nuove disposizioni prevedono, inoltre, che dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di omologazione il debitore possa compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore può altresì compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono ammessi alla categoria dei “crediti prededucibili”, ossia devono essere soddisfatti in via anticipata rispetto agli altri crediti, sia privilegiati che chirografari.

 

Importante!

In sede di conversione, il legislatore ha voluto specificare che la domanda di concordato è inammissibile quando il debitore, nei due anni precedenti, abbia già presentato medesima domanda alla quale non abbia…

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