La successione anticipata non è abuso del diritto

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 21 agosto 2012

una recente sentenza di Cassazione ha spiegato che utilizzare lo strumento della donazione per cedere ai figli parte del proprio aptrimonio immobiliare prima della succesisone non è strumento abusivo del diritto

Con sentenza n. 11357 del 6 luglio 2012 (ud. 30 gennaio 2012) la Corte di Cassazione ha ritenuto non elusivo anticipare gli effetti della successione, rientrando nella logica della pianificazione familiare.

 

IL PROCESSO

La Commissione tributaria di secondo grado di Trento, confermando la decisione di primo grado e respingendo l'appello proposto dall'Amministrazione finanziaria, ha disconosciuto il fondamento della ripresa fiscale operata dall'Ufficio, che aveva ravvisato finalità ed effetti elusivi in un'operazione negoziale posta in essere da un contribuente nel corso del 1998.

Questi, infatti, in data 27 aprile 1998, con due distinti atti aveva donato ai due figli un terreno di sua proprietà, per il quale alcuni giorni prima aveva effettuato un frazionamento. I donatari con atto in data 1 luglio 1998 avevano venduto ad una società di costruzioni le particelle catastali risultanti dal frazionamento per il prezzo complessivo di L. 456.630.000, prevedendosi nel contratto che il corrispettivo fosse regolato col trasferimento di due appartamenti che la società stava costruendo, per i rispettivi prezzi dichiarati di L. 165.000.000 e L. 155.000.000, mentre la differenza era versata in contanti.

In data 6 aprile 2005 l'Ufficio notificava avviso di accertamento, disconoscendo ai fini fiscali gli effetti degli atti di donazione ed imputava al donante la plusvalenza imponibile ex art. 67 T.U.I.R., con conseguente accertamento della maggiore imposta ai tini Irpef per l'anno 1998 di Euro 50.668,18, oltre a sanzioni.

La Commissione di secondo grado motivava la propria decisione, osservando che, come già rilevato dai giudici di primo grado, “non vi erano motivi per dubitare della concreta volontà del donante di beneficiare i propri figli per aiutarli a inserirsi e a compiere scelte, quale l'acquisto della prima casa, determinanti per il loro avvenire, anticipando così gli effetti della successione”.

Inoltre, i moti