Il P.V.C. dell’INPS legittima l’accertamento fiscale

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 8 agosto 2012

è legittimo l'accertamento analitico-induttivo effettuato dall'Agenzia delle Entrate sulla base di un PVC della Finanza che richiama, a sua volta, un PVC dell'Inps

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13027 del 24 luglio 2012, ha riconosciuto lalegittimità dell'accertamento analitico-induttivo effettuato dall'Agenzia delle Entrate sulla base di un Pvc della gdf che richiama, a sua volta, un pvc dell'Inps, senza necessità che gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate effettuino una loro verifica ed emettano il relativo Pvc. Ciò che rileva, secondo la Corte, è la conoscenza dell'atto da parte del contribuente.

 

Il fatto

Gli atti impositivi si fondano sulla verifica svolta dalla Guardia di finanza, la quale aveva riscontrato che la (X) aveva tenuto una contabilità irregolare, anche in forza dei rilievi mossi dagli ispettori Inps, consistenti in :

  • mancata registrazione di costi;

  • non annotazione di proventi costituiti dai compensi corrisposti in nero ai due dipendenti.

In ogni caso, il contribuente era a conoscenza delle ragioni della ripresa fiscale, posto che i verbali della GdF e dell’Inps erano conosciuti dalla medesima, per essere stati consegnati ad essa e ai quali gli avvisi facevano riferimento, sicché il ricorso al metodo analitico-induttivo era stato regolare.

 

La sentenza

In tema di accertamento induttivo dei redditi d’impresa, consentito dall’art. 39, comma primo, lett. d) del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 sulla base del controllo delle scritture e delle registrazioni contabili, l’atto di rettifica, qualora l’ufficio abbia sufficientemente motivato, sia specificando gli indici di inattendibilità dei dati relativi ad alcune poste di bilancio, sia dimostrando la loro astratta idoneità a rappresentare una capacità contributiva non dichiarata, è assistito da presunzione di legittimità circa l’operato degli accertatori, nel senso che null’altro l’ufficio è tenuto a provare, se non quanto emerge dal procedimento deduttivo fondato sulle risultanze esposte, mentre grava sul contribuente l’onere di dimostrare la regolarità delle operazioni effettuate, anche in relazione alla eventuale antieconomicità delle stesse, senza che sia sufficiente invocare l’apparente regolarità delle annotazioni contabili, perché proprio una tale condotta è di regola alla base di documenti emessi per operazioni inesistenti o di valore di gran lunga eccedente quello effettivo (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 951 del 16/01/2009, n. 11599 del 2007). Del resto anche le vicende relative alla situazione patrimoniale del contribuente accadute in anni diversi da quello in contestazione possono costituire legittimi indici di capacità contributiva in tale materia, allorché si riflettano sul periodo fiscale interessato, traducendosi in ulteriori ed autonomi indici contributivi (V, pure Cass. Sentenza n. 6714 del 02/06/1992)”.

Inoltre, prosegue la sentenza, “ in tema di accertamento delle i