Fatture mediche false: cosa comportano?

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 3 agosto 2012

il contribuente privato che utilizza fatture mediche false per ridurre il carico fiscale derivante dall'IRPEF, commette il reato di dichiarazione fraudolenta

Con sentenza n. 27392 dell'11 luglio 2012 (ud. 27 aprile 2012) la Corte di Cassazione ha confermato che le fatture mediche false, portate in detrazione, determinano il reato di dichiarazione fraudolenta.

 

Il fatto

Agli imputati era ascritto, in particolare, di avere organizzato e partecipato ad un sodalizio criminale, esistente ed operante nel territorio napoletano, che attraverso la predisposizione di documentazione sanitaria materialmente falsa (apparentemente emessa da cliniche private), aveva consentito a numerosi contribuenti di presentare dichiarazioni dei redditi fraudolente per l'esposizione di spese sanitarie mai sostenute (per le quali spetta la detrazione Irpef del 19%), così pervenendosi all'illecito risultato di far ottenere agli stessi un rimborso Irpef non dovuto, pari complessivamente ad euro 2.709.783,00 il cui ammontare veniva versato dai singoli contribuenti, nella metà, al sodalizio criminoso.

 

La sentenza

La Corte rileva che secondo l’iniziale indirizzo giurisprudenziale l'utilizzazione di un documento materialmente falso non poteva farsi rientrare nella fattispecie dell’art. 2, del D.Lgs. n. 74 del 2000, giacchè "strutturalmente diversa" dall'ipotesi tipica prevista da tale fattispecie, diversamente integrandosi un'ipotesi di interpretazione analogica non consentita in sede penale (Sez. 3, n. 30896 del 25/06/2001, Sez. 3, n. 32493 del 20/02/2004; Sez. 3, n. 12720 del 14/11/2007).

La stessa Corte, tuttavia, rileva che “un diverso indirizzo ha però affermato che la previsione del D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 2, deve ritenersi applicabile ad entrambe le tipologie di falso (ideologico e materiale), tenuto conto che la frode sanzionata da tale norma si distingue da quella di cui all'art. 3 non per la natura del falso ma per il rapporto di specialità reciproca esistente tra le due disposizioni legislative: ad un nucleo comune, costituito dalla dichiarazione infedele, si aggiungono, in chiave specializzante, nell'art. 2, l'utilizzazione di fatture e documenti equiparabili relativi ad operazioni inesistenti e, nell'art. 3, la falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie congiunta con l'utilizzo di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l'accertamento e la previsione di una soglia minima di punibilità (Cass., sez. 3, n. 12284 del 07/02/2007, Argento,