Studi di settore e accertamento induttivo: applicazione retroattiva?

Premessa
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 30/E del 2012, ha chiarito definitivamente che le nuove regole dell’accertamento induttivo puro si applicano ordinariamente già con riferimento all’annualità 2010. Ne deriva la necessità di rivedere i comportamenti dichiarativi in materia di studi di settore adottati in UNICO 2011, e valutare il ricorso a correzioni sfruttando eventualmente l’istituto del ravvedimento.
L’articolo 8 comma 4 del dl 16/2012 riformula le ipotesi di accertamento induttivo puro di cui alla lettera d-ter del comma 2 dell’articolo 39 del DPR 600/73 prevedendone l’applicazione nei seguenti casi:

Omessa presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;

Indicazioni di cause di esclusione o inapplicabilità non sussistenti;

Omessa o inesatta indicazione dei dati richiesti dal modello studi di settore se ciò comporti una differenza superiore al 15% o comunque superiore a € 50.000,00 tra i ricavi o compensi stimati applicando gli studi di settore sulla base dei dati corretti e quelli stimati sulla base dei dati indicati in dichiarazione.

La norma del DL 16/2012 sostituisce la previgente lettera d)ter, di cui al comma 2 dell’articolo 39 del DPR 600/73, come introdotta dall’articolo 23 comma 28 lettera c del DL 98/2011, la quale prevedeva la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di ricorrere all’accertamento induttivo puro in caso di omessa o infedele indicazioni dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, nonché nell’ipotesi di indicazioni di cause di esclusione o di inapplicabilità degli studi di settore non sussistenti se, con riferimento ad entrambe le ipotesi, il maggior reddito accertato, a seguito della corretta applicazione degli studi di settore è superiore al 10% di quello dichiarato.
La previgente norma di applicazione dell’accertamento induttivo puro di cui al DL 98/2011, in sostanza non trova più applicazione prevedendo, il co. 5 dell’articolo 8 del DL 16/2012, che le nuove condizioni di applicazione dell’induttivo puro, di cui ai precedenti punti da 1 a 3, si applicano con riferimento agli atti impositivi notificati a decorrere dal 2 marzo 2012.
L’AE con circolare 30/E ha fornito alcuni chiarimenti per la corretta applicazione delle nuove norme che disciplinano l’applicazione dell’accertamento induttivo puro da non corretto comportamento dichiarativo in materia di studi di settore.
Con il presente documento ci si sofferma sull’analisi della decorrenza delle nuove disposizioni e sui comportamenti adottabili da parte dei contribuenti.
 
Accertamento induttivo da studi di settore – Decorrenza retroattiva.
L’AE, con riferimento alla decorrenza, già con la circolare 8/E del 2012 ma in relazione alla precedente formula della lettera d)ter del secondo comma dell’articolo 39 del DPR 600/73, ha precisato che “la norma in commento, riferendosi alla potestà accertativa degli uffici, ha natura procedimentale e, pertanto, esplica effetti con riguardo a tutti i periodi d’imposta accertabili alla data di effettuazione del controllo cui risulta, teoricamente applicabile la sanzione di cui all’articolo 1 comma 2 – bis del D.Lgs 471/1997…Si ritiene tuttavia alla luce dei principi di trasparenza e di collaborazione cui sono improntati i rapporti tra Amministrazione e contribuenti, che gli uffici applicheranno ordinariamente la facoltà introdotta dalla citata disposizione del DL 98/2011 come modificata dal D.L. 16/2012 soltanto a partire dal controllo delle dichiarazioni relative al periodo di imposta 2010”.
E’ inoltre precisato che, per le annualità precedenti il 2010, laddove …

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