L’abuso del diritto vale anche per il passato

di Francesco Buetto

Pubblicato il 29 marzo 2012

un commento alla discussa sentenza di Cassazione che illustra perchè l'abuso del diritto può essere contestato anche per contratti antecedenti all'approvazione della norma generale antielusiva nell'ordinamento tributario italiano

Con sentenza n. 2193 del 16 febbraio 2012 (ud. 15 dicembre 2011) la Corte di Cassazione, ritenendo immanente nel nostro ordinamento il principio dell’abuso del diritto, ne ha sancito la legittimità anche per il passato.

 

Il processo

La CTR della Lombardia, con sentenza n. 176/26/06 depositata il 29.01.2007, confermando la sentenza della CTP di Como, ha respinto il ricorso proposto dalla S. S.p.A. avverso gli avvisi d'accertamento coi quali erano stati ripresi a tassazione, ai fini IRPEG ed IRAP, costi ritenuti non di competenza relativi ai periodi d'imposta 1999-2000. I giudici d'appello hanno, in particolare, ritenuto sussistere l'elusione fiscale nel riconoscimento, ad opera della Società, di parte degli interessi passivi in favore di alcuni soci a fronte del finanziamento dagli stessi ricevuto a garanzia del mutuo ottenuto dalla stessa contribuente da un gruppo di banche, finalizzato all'acquisizione di un'altra Società.

 

La decisione

La Corte prende atto che la sentenza impugnata ha ritenuto elusivo il riconoscimento di una parte d'interessi nel periodo 1999-2000 in favore dei soci finanziatori residenti in USA, riferendosi al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37-bis, n. 3, lett. f-ter, norma che, in effetti, è stata introdotta dal D.Lgs. n. 143 del 2005, art. 1, c. 1, lett. d, con decorrenza dal 01.01.2004 (D.Lgs. n. 143 del 2005, art. 3 cit.).

Tuttavia, “ciò non esclude, però, il potere dell'Amministrazione di contestare la deducibilità de