I chiarimenti dell’Agenzia in tema di studi di settore

di Francesco Buetto

Pubblicato il 20 marzo 2012

analisi delle risposte ai quesiti fornite dall'Agenzia in merito all'applicazione degli studi di settore: il caso della scissione, della società in liquidazione, della Spa pubblica, del contribuente minimo...

Con circolare n. 8 del 16/03/2012 n. 8 l’Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Accertamento – Ufficio Studi di settore – ha fornito, fra l’atro le risposte ad una serie di quesiti posti. Analizziamoli.

 

Applicazione degli studi di settore

Quesito 1

Una società presenta la suddetta situazione:

  • il 2 aprile 2008 inizia un’attività d’impresa – codice attività 46.18.97 – dalla quale consegue il 34% dei ricavi del periodo d’imposta 2011 (non prevalente);

  • il 23 settembre 2011 inizia un’altra attività d’impresa – codice attività 46.71.00 – dalla quale consegue il 66% dei ricavi del periodo d’imposta 2011 (prevalente).

 

Atteso che l’attività prevalente della società corrisponde a quella iniziata nel corso del 2011, la società chiede di sapere se la stessa è soggetta all’applicazione degli studi di settore o ne è esclusa per la causa legata all’inizio attività nel corso dell’anno?

 

Le Entrate, rilevano, innanzitutto che l’art. 1, comma 2, del decreto dell’11 febbraio 2008 stabilisce che gli studi di settore si applicano ai contribuenti che svolgono in maniera prevalente le attività indicate nei decreti di approvazione degli studi medesimi. Nello stesso comma si prevede, inoltre, che in caso di esercizio di più attività d’impresa, per attività prevalente, con riferimento alla quale si applicano gli studi di settore, si intende quella da cui deriva nel periodo d’imposta la maggiore entità dei ricavi.

Per quanto riguarda la causa legata all’inizio attività nel corso dell’anno, la previsione del comma 4, lettera b dell’art. 10 della legge 146 del 1998 deve essere riferita all’attività d’impresa svolta nel suo complesso dal contribuente.

La situazione della società cui si fa riferimento nel quesito non è pertanto riconducibile alla fattispecie prevista dalla causa di esclusione dall’applicazione degli studi legata all’inizio attività nel corso dell’anno, atteso che la medesima società ha iniziato l’attività d’impresa in epoca precedente al 2011.

Le circostanze descritte nel quesito permettono all’A.F. di ricondurre la situazione della predetta società ad una modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata, in quanto la nuova attività iniziata nel corso dell’anno sostituisce, in termini di prevalenza dei ricavi, l’attività precedente. Al riguardo, come già chiarito nella circolare n. 29/E del 2009, la modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata si configura come una causa di esclusione riconducibile a quella prevista per i contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività, ai sensi dell’art. 10, c. 4, lett. c, della legge n. 146 del 1998.

La società cui si fa riferimento nel quesito non è, pertanto, soggetta all’applicazione degli studi di settore, in quanto si trova in un periodo di non normale svolgimento dell’attività per quanto concerne lo strumento presuntivo.

In merito, la nota d’Agenzia osserva che l’art. 1, c. 19, della legge n. 296 del 2006 ha previsto la compilazione del modello per l’applicazione degli studi di settore anche per i soggetti esclusi dall’applicazione degli stessi in conseguenza di un periodo di non normale svolgimento dell’attività. Il modello che tali soggetti devono presentare è quello afferente lo studio di settore relativo all’attività per la quale si sono conseguiti i maggiori ricavi/compensi durante il periodo d’imposta considerato, prescindendo dalla circostanza che detta attività sia quella iniziata o cessata.

 

Quesito 2

Una società si è scissa a dicembre 2011 in due società (costituite nella stessa data) che proseguono la medesima attività. Stando a quanto indicato nelle istruzioni alla compilazione dei modelli studi di settore, trattandosi di mera prosecuzione di attività, le due società devono applicare gli studi di settore.

Considerato che la società scissa era esclusa dall’applicazione degli studi di settore per il superamento della soglia dei ricavi, le due società neo costituite devono comunque applicare gli studi di settore, oppure anche per loro opera tale esclusione? Inoltre, al fine di stabilire se viene superata la soglia dei 5.164.569 euro ai fini dell’esclusione, occorre ragguagliare all’anno i ricavi dichiarati dalla società?

 

Anche in questo caso le Entrate richiamano precedenti di prassi; in particolare, nella circolare n. 31/E del 2007 è stato chiarito che, con la previsione relativa alla mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti, il legislatore ha inteso ricondurre nell’ambito di applicazione degli studi di settore anche quelle attività che, seppur formalmente configurabili come “nuove”, costituiscono sostanzialmente la continuazione di attività già precedentemente in essere.

Con riguardo a tale ipotesi (vale a dire quando l’attività costituisce m