Il recesso del socio di SRL (prima parte)

di Antonino Pernice

Pubblicato il 12 giugno 2010



Il rimborso della quota spettante al socio di una SRL a seguito di recesso comporta una stima del valore del capitale economico della società, sulla base di una serie di elementi ed informazioni, dei dati contabili storici, degli utili maturati nell’annualità in corso, del valore delle giacenze, dei debiti e dei crediti alla data di cessione.
Il caso viene illustrato da un esempio numerico...

1. PREMESSA


Il rimborso della quota spettante al socio di una S.r.l. a seguito di recesso comporta una stima del valore del capitale economico della società, sulla base di una serie di elementi ed informazioni di seguito indicate, ma, in particolare, dei dati contabili storici della società e, tenendo conto degli utili maturati nell’annualità ancora aperta, del valore delle giacenze, dei debiti e dei crediti alla data di cessione.

L’attività oggetto di valutazione riguarda quella di “Bar, alcolici e super alcolici (licenza di tipo “C”).

Il capitale sociale è di €.10.000,00 diviso fra tre soci (33,33%; 33,33%; 33,34%) e, come da statuto, tutti i soci si impegnano a prestare la loro opera a favore della società nell’ambito di un rapporto d’opera tra società e soci regolato da apposito contratto di lavoro.

Non vi sono dipendenti.

 

Per quanto riguarda il recesso del socio l’atto costitutivo prevede che, qualora un socio intendesse trasferire a qualunque titolo la propria quota, la determinazione del prezzo di cessione, qualora venissero contestate l’entità del prezzo di cessione
e/o le condizioni della stessa, la loro determinazione verrà rimessa a un terzo arbitratore, scelto d’accordo tra le parti interessate tra gli iscritti nell’albo dei commercialisti, il quale stabilirà il valore della quota con i criteri stabiliti dall’art.2473 c.c.

I beni strumentali non sono di valore rilevante: (bancone frigorifero, macchina caffè, macchina ghiaccio, frigoriferi in comodato, pozzetto frigo, vetrina refrigerante, tavolo acciaio, forno microonde, fornetto elettrico, piastra panini, ecc.).

Nel caso esaminato la documentazione acquisita necessaria alla valutazione non è risultata esaustiva, in quanto la società ha iniziato la sua attività da nove mesi e, questo senza dubbio può comportare una maggiore difficoltà per la determinazione
del valore d’avviamento, che in genere si basa sui dati storici degli esercizi già chiusi (almeno degli ultimi tre esercizi).

In particolare, i documenti contabili a disposizione sono:
- copia atto costitutivo;
- copia registro beni ammortizzabili;
- situazione contabile (S.P. e Conto economico) relativa all’annualità per la quale ancora non è stata presentata la dichiarazione annuale;
- inventario delle giacenze alla data di cessione della partecipazione.

 

segue nel PDF QUI SOTTO-->

 

Potrebbe interessarti anche:  Recesso del socio di SRL: il contesto legale di riferimento (prima parte)

***

cLICCA QUI PER CONSULTARE LA SECONDA PARTE DELL'INTERVENTO-->

 

 

 

 

Scarica il documento