Il recesso del socio di SRL (seconda parte)

di Antonino Pernice

Pubblicato il 19 giugno 2010

Prosegue l'analisi della problematica del recesso, con l'esemplificazione della valutazione della quota

(se clicchi QUI vai alla prima parte)

5. METODI DI VALUTAZIONE:

 

Metodo patrimoniale:

dà rilevanza al patrimonio netto dell’azienda, il patrimonio netto contabile viene rettificato nelle singole voci valutandole al valore di realizzo e tenendo conto dei valori immateriali e/o intangibili.

La natura del metodo patrimoniale è sintetizzabile dalla seguente formula:

W = PNC + R
 

Dove W = valore economico dell’azienda che si vuole valutare;

PNC = patrimonio netto contabile;

R = rettifiche di valore dei beni che compongono il patrimonio aziendale.

La logica di questo metodo è dunque basata sulla determinazione del patrimonio netto rettificato, ovvero il patrimonio netto riespresso a valori correnti, determinato sommando al valore del patrimonio netto contabile le rettifiche per le valutazioni a
valori di mercato in sostituzione di quelle al costo.

 

Per quanto riguarda i criteri di valutazione da seguire per ciascuna categoria di beni che si valutano:
- le liquidità non potranno che essere valutate al loro valore nominale;
- per i crediti occorre utilizzare il valore di presunto realizzo, e ciò ovviamente implica che quelli a lunga scadenza dovranno essere attualizzati;
- le rimanenze di magazzino vanno valutate al valore di presunto realizzato;
- per i beni strumentali materiali sono utilizzabili diversi criteri, ossia quello al valore di mercato, di sostituzione o di riproduzione;
- le passività vanno valutate con il valore di presunta estinzione.

 

Metodo reddituale:

è funzione del reddito medio futuro, di un numero congruo di anni futuro, di un tasso di attualizzazione:

Per il reddito medio prospettico in genere si prendono a base i risultati storici, adattandoli in base a prospettive aziendali e di mercato immediatamente prossime.

Per il tasso di attualizzazione occorre tenere conto: del valore del denaro nel tempo; del rischio di mercato; del rischio di settore e di investimenti alternativi. In genere esso viene determinato aggiungendo al tasso medio di riferimento degli investimenti finanziari a basso rischio una percentuale commisurata al grado di rischio connesso all’attività imprenditoriale, tenuto conto del settore in cui opera.

 

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