Angolo quesiti aprile 2009


QUESITO N. 1:  Prestazioni di un ottico esenti Iva


Un negozio di ottica che svolge l’attività di vendita di occhiali, effettua occasionalmente degli esami di diagnostica (con apparecchiature di alto livello), e più precisamente esami di campo visivo, tonometria a soffio e retinografia non midiatrica; tali esami sono da assoggettare ad Iva al 4%, al 20% oppure esenti Iva art. 10?


 


RISPOSTA


          L’art. 10, comma 1 n. 18 del d.p.r. 633/72 dispone che “sono esenti dall’imposta le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie…. ovvero individuate con decreto del Ministero delle finanze”.


          Al riguardo la circolare n. 25 del 3/8/1979 ha dato dei chiarimenti sulle prestazioni sanitarie indicate all’art. 10 comma 1 n. 18 del d.p.r. 633/72 chiarendo che “Il beneficio fiscale si applica alle prestazioni rese nell’esercizio delle arti ausiliare delle professioni sanitarie, quali quelle dell’odontotecnico, ottico, meccanico ortopedico …….”.


          Gli esami indicati nel quesito rientrano nella tipologia di prestazioni rese nell’esercizio di arti ausiliare delle professioni sanitarie.


          Possiamo concludere che gli esami esposti nel quesito sono soggetti al regime di esenzione Iva ai sensi dell’art. 10 comma 1 n. 18 del d.p.r. 633/72 a condizione che la visita venga effettuata dall’ottico su prescrizione medica.


 


 


QUESITO N. 2: Tenuta contabilità di magazzino


Tra gli obblighi contabili cui è tenuto un imprenditore risulta anche la contabilità di magazzino. Questa scatta, però, solamente quando l’imprenditore supera determinati limiti dimensionali. Si chiede quali siano questi limiti.


 


RISPOSTA


          Le condizioni che imponevano la tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino sono state negli anni oggetto di numerose modifiche.


          La prima normativa che impose all’imprenditore la tenuta di una contabilità di magazzino fu l’articolo 7 della legge del 5 gennaio 1956, n. 1, poi ripreso dall’articolo 43 del Testo unico imposte dirette n. 645/1958 (Tuid), il quale, partendo dalla considerazione che il reddito d’esercizio era il risultato per la maggior parte delle movimentazioni del magazzino, stabiliva che i soggetti che esercitano attività di intermediazione nella circolazione dei beni dovevano tenere registrazioni di magazzino che indicassero, per qualità e quantità, i movimenti delle merci e permettessero di seguire le variazioni intervenute tra le consistenze degli inventari annuali.


          Successivamente, l’articolo 17 del Dpr 600/1973 riprese il dettato dell’articolo 43, ultimo comma, dell’ormai abrogato Tuid, imponendo a tutti gli imprenditori, e non solo a quelli tassati in base al bilancio, la tenuta di un registro riepilogativo di magazzino, che doveva contenere, per categorie omogenee di beni, le quantità esistenti all’inizio del periodo d’imposta, le quantità complessivamente entrate e uscite nel periodo e le quantità esistenti alla fine del periodo stesso dei beni alla cui produzione e al cui scambio era diretta l’attività d’impresa, i corrispettivi derivanti dalla cessione di materie prime sussidiarie, semilavorati e merci acquistati per essere impiegati nella produzione, e le quantità prodotte o passate in lavorazione.


          L’articolo 17 del Dpr 600/1973 fu abrogato, con effetto retroattivo, dall’11 gennaio 1974 dal decreto legge 23 dicembre 1977, n. 936, convertito in legge il 23 febbraio 1978, n. 38.


          Tuttavia, l’obbligo di tenere le scritture di magazzino fu reintrodotto con l’articolo 41 del Dpr 30 dicembre 1980, n. 897, il quale aggiungendo la lettera d) all’articolo 14 del Dpr 600/1973, prescrisse tale obbligo solo se i ricavi conseguiti nel precedente periodo d’imposta erano stati superiore a un miliardo di lire.


          Attualmente, le scritture ausiliarie di magazzino, devono essere tenute solo dagli imprenditori in contabilità ordinaria nel caso in cui a decorrere dal secondo esercizio successivo a quello in cui per la seconda volta consecutiva l’ammontare dei ricavi e delle rimanenze superano rispettivamente 5.164.568,99 e 1.032.913,80 euro.



 


 


QUESITO N. 3: Rivalutazione immobili per contribuente in contabilità semplificata


Un imprenditore individuale intende usufruire  della rivalutazione per gli immobili introdotta dal Decreto 185/2008 (conv. con modif. dalla L. 2/2009). Si chiede se ciò sia possibile dato che l’imprenditore si trova in contabilità semplificata.


 


RISPOSTA


          Per effetto del D.L. 185/2008, convertito in legge n. 2/2009, è ritornata la rivalutazione degli immobili delle imprese.


          Secondo quanto affermato nella circolare n. 8/E del 13/03/2009, il  comma  16  dell’articolo  15  del  decreto legge n. 185 del 2008, nell’individuare i soggetti che possono beneficiare della rivalutazione, richiama i soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), nonché le società in  nome  collettivo, in  accomandita  semplice  ed equiparate. Il  comma 23 del medesimo articolo 15 fa rinvio, tra l’altro,  all’articolo 15  della legge n. 342 del 2000 che, ampliando l’ambito soggettivo di applicazione individuato dall’articolo 10 della medesima legge, estende la facoltà della  rivalutazione  anche  alle  imprese  individuali e  alle  società di persone in contabilità semplificata. Pertanto anche le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata possano avvalersi  della  rivalutazione disciplinata dal decreto legge n. 185 del 2008.


 


 


QUESITO N. 4:  Errori nella compilazione della Comunicazione dati Iva


Se nella predisposizione della Comunicazione annuale dati Iva sono stati commessi degli errori a quale sanzione va incontro il contribuente?


 


RISPOSTA


          Alla comunicazione dati Iva sono tenuti tutti i soggetti Iva per i quali sussiste l’obbligo di dichiarazione annuale Iva, anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili e anche se non sono tenuti a effettuare le liquidazioni periodiche.


          I contribuenti esercenti più attività con contabilità separata (per obbligo o per opzione) sono tenuti a presentare un’unica comunicazione e a indicare i dati relativi a tutte le attività esercitate.


          L’omissione della comunicazione o l’invio della stessa con dati incompleti o inesatti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro, prevista dall’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, per la omessa o inesatta comunicazione di dati, richiamato dal comma 6 dell’articolo 8-bis del D.P.R. n. 322 del 1998.


          Non essendo prevista la possibilità di rettificare o integrare una comunicazione già presentata, i dati definitivi saranno correttamente esposti nella dichiarazione annuale.



 


 


QUESITO N.5: Libri societari digitali


La legge di conversione del Dl 185/2008 ha introdotto la possibilità di tenere in modalità digitale libri, repertori, scritture e altra documentazione obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento. Si chiede quali siano in particolare i libri oggetto della novità.


 


RISPOSTA


          La legge di conversione del Dl 185/2008 (Decreto “anti-crisi”) introduce importanti novità riguardo la modalità digitale di tenuta e gestione di: “libri, repertori, scritture e documentazione la cui tenuta è obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa.” (articolo 2215-bis del Codice civile).


          La novità riguarda, per l’appunto, la possibilità, alternativa alla tradizionale modalità cartacea, di formare e tenere i libri e gli altri documenti in formato elettronico.


          Le nuove norme (il nuovo articolo 2215-bis del Codice civile, introdotto, con la legge di conversione, dal comma 12-bis all’articolo 16 del Dl 185) riguardano, nello specifico:


Ø      il libro giornale e il libro inventari (in base agli articoli 2214 e seguenti del Codice civile);


Ø      i libri delle società, ai sensi dell’articolo 2421 del Codice civile, ovvero:


             il libro soci;


             il libro dei verbali dell’assemblea dei soci;


             il libro dei verbali del consiglio di amministrazione;


             il libro del collegio sindacale;


             etc.


 


Antonio Gigliotti


29 Aprile 2009


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