Il processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza fa piena prova fino a querela di falso

          Con sentenza n. 82 del 30 giugno 2008 (dep. l’8 settembre 2008) la Commissione Tributaria regionale di Roma, Sez. XII, ha affermato che il contribuente non  può  genericamente contestare  l’operato dell’Amministrazione finanziaria o della Guardia di Finanza atteso che il processo verbale di  constatazione redatto da quest’ultima può essere revocato in dubbio solo in conseguenza di  dati  ed  elementi  precisi  di  segno opposto.


   


Il fatto


 


          La Ditta VI.VE.AU., con atto consegnato  all’Agenzia Entrate – Ufficio Roma 6 – in data 29/10/2007,  depositato nella  segreteria della Commissione  in  data  31/10/2007,  ha  proposto appello avverso la sentenza n. 454/37/06 del 2/10/2006 – 21/2/2007 – con  la quale la Commissione Tributaria Provinciale di Roma ha rigettato il ricorso presentato dal contribuente al fine di ottenere  l’annullamento dell’avviso di accertamento emesso dalla Agenzia per contestare varie violazioni e per addebitare corrispettivi  non  documentati  e  non dichiarati per l’importo di Lire 84.047.000, che hanno comportato la rettifica di dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 1999.


          L’avviso si basa sul PVC redatto in data  16/01/2003  dalla  Guardia  di Finanza, la quale ha accertato che la ditta esercente l’attività di “trasporto  merci  su strada” svolge la propria attività per conto, tra gli  altri,  della  VI.CO. S.r.l., dalla quale si fornisce del gas utilizzato per i propri automezzi.


 


          Tale, società, come dalla fattura  n. 104 del 31/03/1999, a fronte  del gasolio pari a litri 21.701  effettivamente consegnati  alla  ditta di autotrasporto,  ne  ha  indicato soltanto litri 19.701, senza, poi, regolarizzare la fatturazione,  incorrendo  in sanzioni  che l’Agenzia ha applicato con l’Avviso.


          La ditta di autotrasporto, inoltre, ha ricevuto corrispettivi in acconto pari a Lire 111.818.800 (Euro  57.749,59), documentati  soltanto per  Lire 10.962.000 (Euro 5.661,40) con dodici fatture emesse nel 1999.


          Si è, pertanto, verificata un’omessa fatturazione con un imponibile pari a Lire 84.049.000 (Euro 43.406,83) e con una  IVA  pari  a  Lire  16.809.000 (Euro 8.681,37).


          La ditta autotrasporti ha contabilizzato, altresì, in data 15/1/2000 la fattura n. 94 del 31/12/1999 per Lire 1.100.000 con IVA pari a Lire 220.000, che è di competenza dell’anno 1999.


          La rettifica della dichiarazione ha comportato maggiori imposte di Euro 33.368,00 per IRPEF, di Euro  219,49 per addizionale regionale, di Euro 1.868,54 per IRAP, di Euro 8.795,26 per IVA, oltre sanzioni.


          Nel ricorso davanti ai giudici di prime cure, la ditta ha contestato   l’addebito asserendone l’erroneità “senza, peraltro, fornire alcuna  giustificazione  ed elementi concreti per dimostrare la inesattezza  dell’operato  dell’Agenzia”.


          Con la sentenza impugnata, la Commissione Provinciale  ha  rigettato  il ricorso sull’assunto che il contribuente non ha fornito alcuna dimostrazione in ordine alla insussistenza delle violazioni contestate.


          Con l’atto di  appello,  il  contribuente  non  va  oltre  una  generica smentita dei fatti addebitati.


          L’Agenzia si è costituita con memoria depositata in data 19/11/2007  per ribadire l’infondatezza dell’appello e precisare  che  l’appellante  gestiva l’attività di autotrasporto del  gasolio  per  conto  della  società  VI.CO. S.r.l.,  che  gestiva  un  deposito  di  gasolio.  E  proprio  dai  rapporti intercorsi in ragione di tale attività si sono  verificati  i  movimenti  di denaro non regolarizzati con l’emissione regolare di fatture.


 


          Nella Camera di Consiglio del 30/6/2008, la Commissione, esaminati  gli atti, ritiene che l’appello non abbia fondamento.


          L’appellante, in effetti, “oltre alla censura per i non precisi riferimenti riportati nella sentenza in  ordine  alla  propria  attività di autotrasporto per conto terzi ed alla gestione del deposito di gasolio di pertinenza della società VI.CO. S.r.l., non ha  fornito  neanche in questa sede elementi concreti per superare quanto emerso nel corso della verifica a cura della Guardia di Finanza, il cui  operato,  nel  caso  di  specie,  è assistito da una particolare specifica forza probatoria ex  art. 2700  Cod. Civ., che fa piena prova fino a querela di  falso o che, a volere  tutto concedere, può essere vinta soltanto con dati ed elementi precisi di segno opposto. Trattasi, infatti, di rilievi su atti (le  fatture ed  altri  documenti contabili)  riportanti  dati  oggetto  di   riscontro   diretto ad opera dell’autorità investigativa”.


          L’appello, pertanto, viene rigettato e al rigetto segue, secondo il principio della  soccombenza,  la condanna alle spese del grado a favore dell’Agenzia che la Commissione  liquida  in  Euro 600,00 di cui  Euro 400,00 per onorari.


 


Brevi considerazioni


 


          La verbalizzazione costituisce uno degli aspetti più importanti dell’attività di verifica, in quanto è su di essa che si andrà a fondare il successivo avviso di accertamento.   


          Al momento dell’accesso, per eseguire la verifica, i funzionari incaricati redigono il processo verbale di accesso. Il suo contenuto comprende, in linea di massima:


– i motivi che hanno indotto al controllo e l’oggetto dello stesso;


– l’indicazione che le operazioni di verifica, salvo casi eccezionali ed urgenti, adeguatamente documentati, si svolgeranno durante l’orario ordinario di esercizio dell’attività oggetto di controllo;


– la possibilità che la parte ha la facoltà di farsi assistere da un professionista di fiducia;


– l’informazione che è facoltà della parte richiedere che l’esame dei documenti amministrativi e contabili sia effettuato presso l’Ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste e rappresenta;


– l’informazione che la parte potrà formulare osservazioni e chiarimenti, fornire delucidazioni e dichiarazioni, di cui sarà dato atto nei processi verbali giornalieri;


– l’informazione che, relativamente alle scritture contabili ed ai documenti la cui tenuta e conservazione sono obbligatorie per legge o di cui comunque ne risulta l’esistenza, nel caso fosse rifiutata l’esibizione, o comunque impedita l’ispezione, si renderà applicabile il disposto dell’art. 51, co. 1, del citato D.P.R. n.   600/1973, nonché del co. 1 dell’art. 45 del D.P.R. n.  633/1972, e dell’art. 9, co. 2, del D.Lgs n. 471/1997;


– l’informazione che, ai sensi dell’art. 39, co. 2, lett. c), del citato D.P.R. n. 600/1973, e dell’art. 55, co. 2, del D.P.R. n. 633/1972, se il contribuente non ha tenuto o comunque sottrae all’ispezione una o più delle scritture contabili prescritte dall’art. 14 del D.P.R. n. 600/1973 e dall’art. 55 del D.P.R. n. 633/1972, ovvero le scritture medesime non sono disponibili per forza maggiore, l’Amministrazione Finanziaria potrà determinare il reddito d’impresa nei modi e nei termini previsti dal citato art. 39 del D.P.R. n. 600/1973  e procedere all’accertamento induttivo dell’IVA dovuta nei modi e nei termini previsti dall’art. 55 del D.P.R. n. 633/1972.


 


          L’ispezione, quale atto della fase istruttoria, rientra in un procedimento di verificazione, diretto a riscontrare o accertare i fatti.


          In particolare, il processo verbale “è l’atto con cui si rende conto per iscritto di ciò che è stato detto, discusso e deliberato in un consesso o dinanzi ad un magistrato………….o di ciò che è stato fatto o constatato in un’ispezione. Quando si tratta di verbali di organi collegiali amministrativi i processi verbali devono indicare – oltre gli estremi di tempo (giorno e ora) e di luogo – il nome di chi ha presieduto l’adunanza e i nomi di tutti gli intervenuti, i punti principali della discussione …….. Il processo verbale, legittimamente eretto nelle debite forme, ha carattere di atto pubblico e ha valore probatorio; quindi i fatti in esso attestati si possono infirmare soltanto a prova di falso(1), “ma ciò si riferisce solo alla parte del verbale in cui il pubblico ufficiale descrive operazioni materiali accadute in sua presenza o da lui compiute…….: nessuno speciale valore probatorio dev’essere invece attribuito alla parte logico-critica del verbale, in cui il verbalizzante utilizza i dati osservati per formulare deduzioni ulteriori (di solito argomenti presuntivi) rispetto ad essi (2)”.


 


          Il verbale è quindi il documento preordinato alla descrizione di atti o fatti, rilevanti per il diritto, compiuti alla presenza di un soggetto verbalizzante, di regola un funzionario, appositamente incaricato di tale compito. Come tale il verbale ha lo scopo di garantire la certezza degli accadimenti constatati, documentandone l’esistenza, e ha diritto di cittadinanza in ogni ramo dell’ordinamento (3).


          La funzione essenziale del verbale è quella di fotografare fedelmente gli atti e/o i fatti, avvenuti alla presenza del verbalizzanti: “oggetto specifico della verbalizzazione è, comunque, la sequenza degli accadimenti cui il verbalizzante assiste, come la presenza dei soggetti che partecipano allo svolgimento dell’attività amministrativa, il loro allontanarsi, l’inizio e la fine delle operazioni, le modalità con cui essa si svolge, le opinioni e i giudizi espressi dai singoli partecipanti….. …….. che assume carattere di atto compiutamente formato con la sottoscrizione (4)”.


          E questi fanno fede fino a querela di falso.


 


Concetta Pagano


8 Gennaio 2009









NOTE


(1) GLORIA, Il prontuario del contribuente dell’uomo d’affari e di legge, XIV edizione – 1951-1952, pag.610.



(2) LUPI, Manuale giuridico professionale di diritto tributario, III edizione 2001, pag.453.



(3) QUARANTA, in Enciclopedia del diritto, Giuffrè editore, XLVI, pag.620.



(4) QUARANTA, in Enciclopedia del diritto, Giuffrè editore, XLVI, pag.623.


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