Il "sale and lease-back": configurazioni operative e aspetti contabili

Quadro di riferimento

L’operazione di sale and lease-back rappresenta un’utile variante del contratto di leasing da attivare quando si ha la necessità di smobilizzare temporaneamente il valore di un bene strumentale, mantenendone l’uso e fissando un termine entro il quale riacquisire la proprietà del bene. Trattasi, dunque, di cessione di beni strumentali con retrolocazione.

Aspetti generali della cessione con retrolocazione

La cessione di beni strumentali con retrolocazione (in inglese sale and lease-back) rappresenta nella sostanza, un’operazione di smobilizzo di beni materiali ammortizzabili aventi, solitamente, un valore di mercato superiore al valore contabile.

Questa situazione tipicamente ricorre, in relazione ai fabbricati e agli impianti industriali e/o commerciali che, come è noto, nel tempo possono subire delle rivalutazioni. Il ricorso al sale and lease-back, consente in un certo momento della vita dell’impresa, di monetizzare il plusvalore esistente tra il valore corrente del bene e il suo valore contabile, quest’ultimo pari alla differenza tra il costo storico di acquisto e il valore degli ammortamenti pregressi contabilizzati nel relativo fondo. In definitiva, con il contratto di sale and lease-back, un soggetto, proprietario di un bene, cede il medesimo a una società di leasing che, contemporaneamente, glielo assegna in leasing. L’operazione, inizialmente avversata dall’Amministrazione finanziaria, è attualmente considerata lecita ed è soggetta alle regole ordinarie applicabili alle vendite ed ai contratti di leasing.

Resta ferma, naturalmente, l’irrilevanza fiscale dei contratti aventi scopi illeciti o fraudolenti. Anche l’Organismo Italiano di Contabilità, con il principio OIC n. 12 , ha definito il sale and lease-back, nella forma della vendita con retrolocazione finanziaria ( e non nella forma della retrolocazione operativa) un’operazione di finanziamento. Va inoltre aggiunto che, gli effetti economici del contratto di cessione con retrolocazione finanziaria (diversamente da quanto accade nella retrolocazione operativa), vanno correttamente attribuiti all’esercizio di competenza con le seguenti regole:
1. le plusvalenze vanno ripartite sull’intero arco contrattuale della retrolocazione, così come dispone il co. 4, dell’art. 2425-bis, del c.c. utilizzando la tecnica dei risconti contabili
e assumendo la plusvalenza come ricavo a formazione temporalmente ripartita;
2. le minusvalenze vanno invece attribuite per intero all’esercizio di sostenimento, dovendosi ritenere che la perdita rilevata sulla base del confronto tra valori di mercato e valori
storici, non può che essere considerata definitiva.  ==>
<span style=”background-color: #FFFF00″> <strong>CONTINUA… LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE – 5 pagine – NEL PDF QUI SOTTO==></strong>
</span>

Scarica il documento allegato
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it