Analisi di bilancio per indici

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Pubblicato il 2 marzo 2007



L’analisi di bilancio per indici si basa sul confronto tra di loro delle voci dello Stato Patrimoniale con quelle del Conto Economico allo scopo di ottenere valori indicativi da cui si possano trarre indicazioni utili per esprimere un giudizio sulla struttura dell’azienda, la sua capacità di remunerare i capitali in essa impiegati nonché la sua attitudine alla sopravvivenza

1 – LA TECNICA

Gli indici di bilancio (nel linguaggio anglosassone ratios) sono spesso considerati sinonimo di analisi di bilancio e in tale veste sono utilizzati per esprimere giudizi e fornire valutazioni sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un’impresa.
L’analisi di bilancio per indici si basa sul confronto tra di loro delle voci dello Stato Patrimoniale con quelle del Conto Economico allo scopo di ottenere valori indicativi da cui si possano trarre indicazioni utili per esprimere un giudizio sulla struttura dell’azienda, la sua capacità di remunerare i capitali in essa impiegati nonché la sua attitudine alla sopravvivenza.
L’analisi di bilancio per indici è dunque una particolare metodologia di analisi, mediante la quale i dati del bilancio sono convertiti da valori assoluti in valori relativi. Essa permette di rendere omogenee le grandezze contenute nei bilanci di esercizio allo scopo di:
o individuare l’evoluzione o il trend nel corso del periodo oggetto dell’esame aziendale;
o porre a confronto le previsioni con i consuntivi (raffronto tra budget e bilancio)
o confrontare i risultati ottenuti in passato dalla stessa impresa oppure con altre imprese operanti nello stesso settore di attività (confronti con altre imprese).

Tramite questa metodologia è possibile esprimere giudizi su alcuni aspetti della gestione aziendale e più in particolare:
- liquidità, intesa come capacità dell’azienda di generare flussi di entrate in misura sufficiente da coprire i fabbisogni;
- solidità, intesa come capacità dell’azienda di mantenere una struttura finanziaria e patrimoniale capace di fronteggiare le mutevoli condizioni esterne ed esterne;
- redditività, intesa come capacità della direzione aziendale a trasformare il fatturato, le risorse impiegate e il capitale investito in profitto;
- efficienza operativa, intesa come capacità della direzione aziendale a gestire le risorse a disposizione in maniera profittevole.

In pratica l’analisi di bilancio per indici si effettua non solo con l’utilizzo di rapporti ma anche con sottrazioni e percentuali.
Utilizzando i rapporti l’analista ottiene indici-quozienti, vale a dire un rapporto tra due valori o quantità, utilizzando invece le sottrazioni lo stesso ottiene indici-differenze, mentre con le percentuali l’analista confronta valori omogenei sulla base comune fatta uguale a cento.
A titolo di esempio l’indice di indipendenza finanziaria è un indice quoziente in quanto è costituito dal rapporto tra il capitale proprio e il totale dell’attivo, in questo caso due voci dello Stato Patrimoniale. Esso permette all’analista di valutare il grado di indipendenza dei capitali apportati dall’imprenditore rispetto ai capitali provenienti dagli altri finanziatori (banche, fornitori ecc.).

Un esempio di indice-differenza è costituto invece dal margine di struttura, che l’analista ottiene dalla differenza tra il valore del patrimonio netto e quello delle attività immobilizzate, permettendo così di capire quanta parte del capitale immobilizzato nell’azienda viene finanziato dal capitale proprio apportato dall’imprenditore, vale a dire un capitale che non comporta oneri e che rimane disponibile durevolmente nell’impresa.

Esempi del terzo tipo di indicatori percentuali possono essere il costo dell’indebitamento in cui si rapporta in percentuale il costo degli oneri finanziari complessivi come da Conto Economico con il totale dei finanziamenti di terzi oppure il costo del personale dipendente in rapporto al totale dei ricavi.
E’ bene tuttavia sottolineare il fatto di fondamentale importanza che l’analista accorto non può limitarsi alla mera interpretazione del singolo indice (da soli gli indici non hanno alcun significato) ma deve procedere a confrontarli tra di loro e ad individuare le correlazioni esistenti. Solo nella fase successiva l’analista sarà pertanto in grado di esprimere giudizi sul reale stato di salute dell’impresa analizzata.

Inoltre la tecnica dell’analisi di bilancio per indici assume un’importanza strategica se gli indici stessi sono esaminati nel tempo e nello spazio, nel primo caso infatti l’analista dovrà confrontare gli indici ricavati da almeno 3 bilanci predisposti alla stessa data (normalmente coincidenti con la data di chiusura dell’esercizio) e valutare pertanto il trend, nel secondo caso l’analista stesso potrà confrontare gli indici dell’impresa analizzata con quelli di una o più altre imprese di dimensioni analoghe ed operanti nello stesso settore.

2 – COME OPERARE

Il primo passo dell’analista consiste dunque nella costruzione dei singoli indici di bilancio che, come abbiamo visto sopra, sono essere il frutto di semplici operazioni aritmetiche.
L’insieme del prospetto così ricavato e che contiene i vari indici può essere paragonato al cruscotto di un’autovettura con tutta una serie di spie luminose collegate ai componenti del motore e che sono utilizzate dal conducente per capire eventuali anomalie e malfunzionamenti.
Nel linguaggio internazionale questo prospetto degli indici di bilancio viene anche chiamato con il nome di tableau de bord. Come il cruscotto di un'automobile...

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