La riclassificazione dello Stato Patrimoniale

di Giuseppe Polli

Pubblicato il 6 marzo 2007



La riclassificazione dello Stato Patrimoniale è indispensabile per calcolare i flussi finanziari dell’azienda e per determinare gli indici di bilancio. Vediamola in dettaglio.

Obiettivi della riclassificazione dello Stato Patrimoniale

riclassificazione dello stato patrimonialeLa riclassificazione del bilancio di esercizio è una procedura di particolare importanza per meglio comprendere e interpretare i fatti fondamentali di gestione aziendale che non è possibile estrapolare dagli schemi tradizionali di bilancio previsti dalla normativa civilistica.

La riclassificazione dello Stato Patrimoniale risulta indispensabile per calcolare non solo i flussi finanziari dell’azienda, ma anche per determinare gli indici di bilancio.

Lo Stato Patrimoniale è uno dei documenti che costituiscono il bilancio di esercizio ed evidenzia la situazione delle attività e delle passività dell’impresa alla data di chiusura dell’esercizio.

Lo Stato Patrimoniale fotografa dunque la situazione dei beni di proprietà dell’azienda, i suoi crediti e parimenti i suoi debiti in un determinato momento.

L’analista può dunque ottenere le informazioni patrimoniali e finanziarie dell’azienda dalla lettura dello Stato Patrimoniale come ad esempio il valore del capitale investito e la sua composizione nonché la provenienza delle fonti che lo hanno determinato, può determinare il rapporto fra crediti e debiti, tra gli investimenti effettuati dall’imprenditore e i finanziamenti provenienti da terzi e così via.

 

Layout dello Stato Patrimoniale

Layout tradizionale dello Stato Patrimoniale

Il layout tradizionale dello Stato Patrimoniale si presenta come uno schema suddiviso in due sezioni: Attività e Passività.

attività e passività dello stato patrimoniale

 

La sezione di sinistra dello Stato Patrimoniale riporta l’elenco dei beni di proprietà dell’azienda e i rispettivi valori, la sezione di destra riporta gli importi dovuti a terzi e gli investimenti effettuati dall’imprenditore nella voce Patrimonio netto.

 

Layout moderno dello Stato Patrimoniale

Ai fini dell’analisi finanziaria e per il controllo di gestione, il layout tradizionale dello Stato Patrimoniale è stato soppiantato dal metodo di considerare le attività aziendali come IMPIEGHI delle fonti di finanziamento e le passività come FONTI DI FINANZIAMENTO, che ci indicano dove è stato reperito il denaro.

 

layout moderno dello stato patrimoniale

 

Layout dello Stato Patrimoniale secondo normativa civilistica

Lo Stato Patrimoniale predisposto secondo la normativa civilistica si presenta pertanto suddiviso in attività e passività e comprende una serie di voci che sono raggruppate per categoria.

stato patrimoniale secondo normativa civilistica

 

Ma secondo la logica di una moderna analisi finanziaria lo Stato Patrimoniale deve essere visto come un rendiconto delle risorse e degli utilizzi delle fonti finanziarie e pertanto esso deve essere riclassificato e strutturato per rispondere meglio alle esigenze dell’analisi finanziaria e al calcolo degli indici di bilancio.

La riclassificazione dello Stato Patrimoniale deve essere fatta con opportuni criteri in modo da poter confrontare, con rapporti o proporzioni matematiche, dati tra loro omogenei.

La classificazione dello Stato Patrimoniale previsto dalla normativa civilistica prevede la classificazione delle categorie come sopra esposte basandosi sul criterio per natura, come ad esempio i crediti e i debiti, è previsto anche che per alcune voci di bilancio sia indicata l’esigibilità se riferibile ad un periodo superiore convenzionalmente a 12 mesi.

Tuttavia questa classificazione non si presenta particolarmente idonea agli obiettivi di una corretta analisi finanziaria, la quale deve basarsi unicamente su criteri temporali o di provenienza.

Il criterio temporale si basa sulla durata del ciclo monetario, vale a dire sulla velocità di trasformazione in denaro delle attività aziendali, mentre il criterio della provenienza si basa sull’origine propria o di terzi delle fonti di finanziamento.

A titolo di esempio la voce contabile Capitale sociale, se vista in un’ottica finanziaria, segnala la propria durata che è legata a quella dell’azienda (quindi è di tipo permanente), ma segnala anche la sua provenienza.

Il criterio di classificazione che dunque si ritiene più idoneo per una corretta analisi finanziaria è quello per liquidità ed esigibilità delle voci completato dal criterio di provenienza.

Le attività e le passività aziendali saranno pertanto raggruppate non solo per natura ma anche secondo la loro attitudine a diventare liquide ed esigibili entro un certo lasso di tempo che potrà essere a breve, medio o lungo termine.

 

Impieghi

Pertanto gli impieghi saranno suddivisi in:

  • Immobilizzazioni nette
  • Disponibilità non liquide (rimanenze)
  • Liquidità differite
  • Liquidità immediate

 

Fonti

Mentre le fonti saranno suddivise in:

  • Patrimonio netto
  • Passività correnti
  • Passività consolidate

(...continua nel PDF scaricabile ⇓)

 

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a cura di Giuseppe Polli

 

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