Accesso al regime forfettario dal 1 gennaio 2023: attenzione alle trappole

di Devis Nucibella

Pubblicato il 18 gennaio 2023

Con l’aumento del limite dei ricavi da 65.000 a 85.000 euro, si presenterà per molti contribuenti la possibilità di accedere al regime forfettario agevolato a partire dall’1 gennaio 2023.
Vediamo di seguito gli adempimenti a cui si va incontro, puntando il mouse su alcuni casi critici: la rettifica Iva, l'eliminazione salti o duplicazioni d’imposta, l'applicazione del principio di competenza, la gestione dei beni strumentali, i componenti rinviati da precedenti periodo d’imposta, il caso di professionista con fatture emesse a fine 2022 incassate a inizio 2023

Regime forfettario 2023 - Argomenti trattati:

 

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Regime forfettario 2023: nuovo limite dei ricavi

Come anticipato, è previsto che, a decorrere dal 1.01.2023, per l’accesso o per la permanenza nel regime agevolato i ricavi/compensi conseguiti nell’anno precedente (ragguagliati ad anno in presenza di periodo d’imposta inferiore ad un anno solare), riferiti a tutte le attività svolte (anche se cessate) non devono superare il nuovo limite di 85.000.

Sulla base dei chiarimenti forniti nelle precedenti occasioni il contribuente che nel 2022 ha raggiunto un livello di ricavi o compensi superiore a € 65.000 ma inferiore a €. 85.000 può accedere/permanere nel regime forfettario per il periodo d’imposta 2023.

 

Adeguamento Isa ed esercizio più attività

Ai fini della individuazione dei ricavi/compensi non rileva l’adeguamento in dichiarazione finalizzato (art. 9-bis comma 9 DL 50/2017) a migliorare il proprio profilo di affidabilità; ad accedere al relativo regime premiale.

La verifica del requisito va effettuata in base alla somma dei ricavi (attività d’impresa) e compensi (attività professionali) realizzati in tutte le diverse attività esercitate (art. 56 comma 2 L. 190/2014).

Criterio determinazione ricavi e compensi

Per la verifica dell’eventuale splafonamento del limite per i contribuenti che accedono per la prima volta al regime agevolato, si considerano i ricavi come determinati nel regime di provenienza (CM 9/2019).

Così, ad esempio, per un imprenditore che nel 2022 si trovava:

  • in contabilità ordinaria: rilevano i ricavi in base al principio di competenza;
     
  • in contabilità semplificata: rilevano i ricavi determinati “per cassa” (eventualmente tenendo conto dell’opzione per il cd. “criterio di registrazione”, di cui all’art. 18, comma 5, Dpr 600/73).

Inoltre:

  • concorrono a tale verifica il valore normale dei beni merce autoconsumati, ex art. 85, comma 2, Tuir;
     
  • i proventi conseguiti a titolo di diritti d’autore concorrono alla verifica del limite solo se “correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta” (fattispecie che si realizza se, sulla base dell’esame degli specifici fatti o circostanze, gli stessi non sarebbero stati conseguiti in assenza dello svolgimento dell’attività di lavoro autonomo – Interpello 517/2019);
     
  • non assume rilevanza l’indennità di maternità poiché la stessa non costituisce ricavo/compenso (Interpello 777/2021).

Naturalmente, anche per i contribuenti già in regime forfettario nel 2022 si dovrà applicare il principio di cassa proprio di tale regime.

Inizio attività e ragguaglio dei ricavi

In caso di inizio dell’attività (es: nel 2023) il regime è accessibile considerata l’assenza di ricavi/compensi nel periodo precedente (2022).

Se l’inizio attività è avvenuto nel 2022 ai fini del calcolo del superamento del limite di 85.000 € è necessario effettuare il ragguaglio ad anno.

 

Accesso al regime agevolato

L’accesso al regime avviene mediante comportamento concludente.

In particolare:

  • in sede di inizio attività, secondo il comma 56, articolo 1, Legge n. 190/2014, le persone fisiche che intraprendano l’esercizio di imprese, arti o professioni avvalendosi del regime forfettario, sono tenuti a comunicare, nella dichiarazione di inizio di attività di cui all’articolo 35, D.P.R. n. 633/1972 (Mod. AA9/12), di presumere la sussistenza dei requisiti di legge.
    L’omissione della comunicazione non preclude però l’accesso al regime ma è solamente soggetta a sanzione;
     
  • i soggetti già in attività, dovranno barrare la casella 1 del Rigo VO33 nel modello Iva 2024. Anche in questo caso l’inadempimento dichiarativo è sanzionabile, ma non pregiudica la scelta del regime in quanto vale il comp