Definizione, anche a costo zero, per le controversie relative alle sanzioni tributarie

di Isabella Buscema

Pubblicato il 13 dicembre 2022

Vediamo come la definizione delle liti tributarie proposta nel disegno di Legge di Bilancio per il 2023 impatta sulle controversie riguardanti le sole sanzioni e non il tributo....

La definizione delle sanzioni tributarie, ex art. 42 del disegno di legge relativo alla legge di bilancio 2023[1], pone il contribuente di fronte alla necessità di individuare con dettaglio quali sono gli atti per i quali è applicabile il procedimento di definizione delle sanzioni.

In questo contesto diventa rilevante, ai fini della definizione, distinguere a seconda che le sanzioni siano o meno collegate al tributo.

È riproposta, sostanzialmente, la medesima disciplina prevista dall’articolo 6, del decreto-legge n. 119 del 2018.

 

Definizione delle sanzioni tributarie

definizione sanzioni tributarieIl comma 6 dell’ articolo 42 del disegno di legge relativo alla legge di bilancio 2023 prevede che le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate al tributo[2] possono essere definite con il pagamento del quindici per cento del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare, sul merito o sull’ammissibilità dell’atto  introduttivo del giudizio, depositata alla data di entrata in vigore delle norme in esame (legge di bilancio 2023), e con il pagamento del quaranta per cento negli altri casi.

In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo relativo alle sanzioni, qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito, anche con modalità diverse dalla definizione in commento.[3]

Ad esempio, se il contribuente ha pagato il tributo richiesto con un avviso di accertamento, contestando sole le sanzioni irrogate, la controversia avente a oggetto queste ultime può essere definita senza alcun versamento e con la sola presentazione della domanda.[4]

Qualora non ci siano importi da versare la definizione agevolata si perfezione con la sola presentazione della domanda.

In sintesi, per la sanzione collegata al tributo la definizione è a costo zero, a condizione che l’imposta relativa sia definita; invece, se non è collegata è necessario il versamento del 40% ovvero del 15% a seconda dell’esito dell’ultima pronuncia.

Nel caso di controversia avente ad oggetto esclusivamente le sanzioni non collegate al tributo, ai fini della sanatoria delle controversie pendenti è dovuto il 40% ovvero il 15% per cento degli importi in contestazione,[5] mentre, nella diversa ipotesi in cui le sol