Inutili le lettere dal registro imprese per la comunicazione del titolare effettivo

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 16 novembre 2022

In mancanza dei provvedimenti attuativi necessari per dare il via alle comunicazioni, le aziende interessate al nuovo obbligo di comunicazione del titolare effettivo non possono fare altro che attendere e sospendere l'adempimento.

In questi giorni le caselle PEC di tante aziende stanno ricevendo lettere dal registro imprese, nelle quali vengono avvisate, assai genericamente, dell’obbligo di comunicare il cosiddetto titolare effettivo.

Vediamo dunque allora di illustrare lo stato dell'arte di questo nuovo adempimento.

Il nuovo registro dei titolari effettivi

comunicazione titolari effettiviIniziamo col dire che ad oggi mancano tutti i provvedimenti attuativi necessari per dare il via alle comunicazioni in questione.

Il Decreto 11 marzo 2022 n. 55, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 maggio 2022 n. 121, è stato emanato per stabilire:

  • i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva da comunicare al Registro delle imprese;

  • le modalità e i termini entro cui effettuare la comunicazione;

  • le modalità attraverso cui le informazioni sulla titolarità effettiva sono rese tempestivamente accessibili alle Autorità;

  • modalità di consultazione delle informazioni da parte dei soggetti tenuti al rispetto degli obblighi antiriciclaggio e i relativi requisiti di accreditamento;

  • i termini, la competenza e le modalità di svolgimento del procedimento volto a rilevare la ricorrenza delle cause di esclusione dell’accesso e a valutare la sussistenza dell’interesse all’accesso in capo ai soggetti privati, nonché i mezzi di tutela dei medesimi soggetti interessati avverso il diniego opposto;

  • le modalità attraverso cui i soggetti obbligati segnalano al Registro le eventuali incongruenze rilevate tra le informazioni relative alla titolarità effettiva, consultabili nel Registro e le informazioni, relative alla titolarità effettiva, acquisite nello svolgimento delle attività finalizzate all’adeguata verifica della clientela.

Il fatto è, appunto, che tutto questo sarà operativo solo dopo l’intervento di una serie di provvedimenti attuativi, che, ad oggi, non esistono!

I provvedimenti mancanti

Ai sensi dell’art. 3 comma 6 del Decreto citato, infatti, un provvedimento del MISE attesterà l’operatività del sistema solo successivamente alla predisposizione di documenti tecnici ad opera di InfoCamere S.C.p.A., e di un DM e un decreto dirigenziale da parte del MISE.

Solo dopo la pubblicazione in Gazzetta del provvedimento del MISE attestante l’operatività del sistema, le società già iscritte al Registro Imprese dovranno procedere, entro i successivi 60 giorni, a comunicare i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva.

Le società costituite dopo la data di operatività del sistema, dovranno effettuare la comunicazione entro 30 giorni dall’iscrizione nel Registro.

In caso di tardività o di omissione, si incorrerà nella sanzione comminata dall’art. 2630 c.c. (da 103 a 1.032 euro; sanzione ridotta a un terzo se la comunicazione avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza).

Sul sito del registro imprese viene precisato che:

  • non si può ricorrere a procure speciali o affidarsi a professionisti

  • occorrerà utilizzare il nuovo applicativo DIRE, oppure altre soluzioni di mercato aggiornate con la modulistica ministeriale per la compilazione e l’invio delle istanze;

  • occorrerà aver sottoscritto un contratto per l’utilizzo del servizio Telemaco;

  • e infine occorrerà essere muniti di un dispositivo di firma digitale e di un indirizzo PEC, per ricevere le comunicazioni da parte della Camera di Commercio.

Non ci resta che attendere.

A cura di Danilo Sciuto

Mercoledì 16 Novembre 2022