Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno: la norma non prevede eccezioni

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 7 novembre 2022

Una recente risposta ad interpello conferma la “rigidità” della norma prevista per gli investimenti che danno diritto al credito d'imposta Mezzogiorno, accettati nel 2021 ma effettuati nel 2022.

credito imposta investimenti mezzogiornoIl credito di imposta per nuovi investimenti nel Mezzogiorno oscilla in base all’anno di sostenimento della spesa, a causa delle leggi che lo hanno prorogato.

 

Credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno: il biennio 2021-2022

Nel biennio 2021-2022, ad esempio, il credito d'imposta è passato dalla misura del 40% a quella del 50%, mentre in anni precedenti la percentuale tra un anno e l’altro era ridotta.

Per tale motivo, il legislatore ha introdotto una norma atta a stabilire l’anno per il quale applicare la percentuale, nel caso di acquisti effettuati a cavallo.

 

Il biennio 2020-2021

Prendendo a riferimento gli anni 2020/2021, ad esempio, la norma prevede che si applichi la percentuale prevista per il 2020 nel caso di investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2021 ma per i quali, entro il 31 dicembre 2020, si sia avuta una accettazione dell’ordine ed il pagamento dell'acconto pari al 20% del costo di acquisizione.

 

Il caso all'attenzione del Fisco

La domanda che è stata formulata all’Agenzia riguardava il caso, nemmeno troppo particolare, in cui per un investimento era previsto il momento di accettazione della fornitura e del contestuale funzionamento del bene, formalmente attestati, e un successivo momento entro cui risolvere eventuali lievi anomalie del prodotto.

In un primo momento, dunque, si certifica l'adeguato rispetto di tutti i principali obiettivi di accettazione della fornitura mentre il secondo momento interviene solo in caso di malfunzionamento dello stesso bene, a seguito del quale si richiede la risoluzione del problema al venditore.

La prenotazione dell’investimento, con il versamento del 20% a titolo di acconto, sono avvenuti per entrambi gli investimenti nel 2020 e l'accettazione del bene con il primo certificato è avvenuta entro il primo semestre del 2021.

La risposta, fin troppo facile data la estrema chiarezza della norma, è stata quella di considerare il costo, ai fini agevolativi, “sostenuto” già nel primo momento di conclusione del procedimento relativo al test di funzionamento.

 

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A cura di Danilo Sciuto

Lunedì 7 novembre 2022