Altre Regioni intervengono sulle aliquote delle addizionali IRPEF

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 21 aprile 2022

Facendo seguito alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2022 su aliquote e scaglioni IRPEF, esaminiamo come alcune regioni (Toscana, Trentino, Calabria e Molise) si sono adeguate ai cambiamenti delle aliquote delle addizionali IRPEF.

Aumento dell'aliquota delle addizionali regionali IRPEF

aliquote addizionali irpef regioniIn un precedente articolo dal titolo "Cinque Regioni modificano le addizionali IRPEF con effetti dai redditi 2022, e aliquote IRPEF", avevamo dato la notizia che Lazio, Liguria, Piemonte, Marche ed Umbria avevano deliberato, per l’anno 2022, la maggiorazione dell’aliquota di base dell’addizionale regionale IRPEF per alcuni scaglioni di reddito imponibile.

Le decisioni di tali Regioni non sono rimaste isolate; infatti, altre Regioni hanno approvato proprie leggi al fine di adeguare l’aliquota di tale imposta locale alla nuova articolazione degli scaglioni di reddito.

Per consentire alle Regioni di adeguarsi alla nuova struttura degli scaglioni IRPEF per l’anno d’imposta 2022, la legge di bilancio (in particolare, l’articolo 1 comma 5 della L. 234/2021) ha previsto il differimento al 31 marzo 2022 del termine per l’approvazione di tali aliquote e la loro pubblicazione sui relativi bollettini ufficiali, che normalmente era stabilito al 31 dicembre dell’anno precedente a quello cui l’addizionale si riferisce (quindi per il 2022, il 31/12/2021).

 

Le decisioni di Molise e Toscana

La Regione Molise e la Regione Toscana hanno stabilito che, a decorrere dall’anno di imposta 2022, l’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF è determinata per scaglioni di reddito adeguati all’articolazione prevista dalla suddetta Legge di bilancio, con un incremento dell’aliquota di base per ciascuna fascia, progressivamente più elevato all’aumentare del reddito imponibile.

 

Le scelte della Calabria

Diverso il comportamento della Regione Calabria, nella cui delibera si applica invece un’aliquota unica per tutti gli scaglioni di reddito: l’addizionale regionale all’IRPEF per il 2022 è calcolata applicando l’aliquota dell’1,73% sull’intero reddito imponibile, con una maggiorazione rispetto all’aliquota di base pari allo 0,5%.

 

Le disposizioni delle Province autonome di Trento e Bolzano

Ancora una volta, le disposizioni normative delle Province autonome di Trento e Bolzano differiscono rispetto a quelle previste per le Regioni a Statuto ordinario.

L’aliquota di base dell’addizionale regionale (1,23% come per le Regioni a Statuto ordinario) può essere maggiorata fino a un massimo di 0,5 punti percentuali.

Sulla base di ciò, la Provincia autonoma di Trento, ha quindi stabilito che:

  • per il reddito imponibile fino a 50.000 euro, rimane applicabile l’aliquota di base pari all’1,23%;
     
  • per il reddito imponibile superiore a 50.000 euro si applica la maggiorazione massima dello 0,5%, con un’aliquota totale pari all’1,73%.

La Provincia autonoma di Trento ha inoltre confermato, per i contribuenti con un reddito imponibile non superiore a 15.000 euro, una deduzione di 15.000 euro, che si risolve di fatto in una franchigia.

Ad ogni modo, tali aliquote verranno pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze per permettere di essere conosciute in modo semplice e immediato e agevolando le attività dei sostituti di imposta, e degli intermediari coinvolti nella predisposizione delle dichiarazione dei redditi delle persone fisiche.

La trasmissione, a cura delle Regioni stesse, potrà essere fatta entro il 13 maggio 2022, termine anche esso prorogato dall’originario del 31 gennaio dell’anno a cui l’addizionale si riferisce.

Il termine è importante, in quanto il mancato inserimento nel suddetto sito dei dati rilevanti ai fini della determinazione dell’addizionale comporterà la validità delle aliquote ma l’inapplicabilità di sanzioni e interessi.

 

A cura di Danilo Sciuto

Giovedì 21 aprile 2022