Questa è casa mia, e qui comando io: alcune riflessioni sullo smartworking e sui tempi che cambiano

di Assunta Incarnato

Pubblicato il 26 giugno 2021



Quale sarà il futuro dello smart working dopo la fine dell'emergenza pandemica? La presenza dei lavoratori in ufficio è davvero necessaria per la corretta gestione dell'organizzazione aziendale?

Smart working sì o no: datore di lavoro e lavoratore a confronto

riflessioni smart workingQualche giorno fa ho assistito ad una discussione molto interessante, nella quale si scontravano due filosofie contrapposte ma che ognuno aveva delle motivazioni ragionevolmente valide.

Da una parte, infatti, la richiesta del dipendente che avrebbe voluto poter continuare a lavorare liberamente da casa gestendo liberamente il tempo a sua disposizione, rispettando ovviamente scadenze e mansioni impartite dal datore di lavoro.

Dall’altra il datore di lavoro, che in un tono a dire il vero estremamente perentorio faceva presente che era lui a capo dell’azienda, sue le responsabilità in merito all’organizzazione interna aziendale, e che la possibilità di lavorare da casa era stata da lui gentilmente concessa ma non a tempo indeterminato.

Al di là dei vecchi stereotipi che fanno fatica a morire…

Al di là delle circostanze eccezionali che numerose imprese stanno inevitabilmente attraversando in termini di evoluzione del modello di business e quindi di organizzazione interna…

Al di là delle giuste considerazioni in un’ottica di responsabilità dell’imprenditore, anche in termini decisionali…

Quali valutazioni fare per comprendere se in qualità di imprenditori ciò che siamo stati costretti ad affrontare negli ultimi mesi possa rivelarsi davvero un’opportunità o una perdita di controllo sulla produttività dei