Esdebitazione del debitore normale e di quello incapiente

di Gianfranco Visconti

Pubblicato il 4 febbraio 2021

Un esame del quadro d’insieme della procedura di esdebitazione, quale fase finale della procedura di liquidazione del patrimonio del debitore, sia esso normale o incapiente. Quando opera la procedura? Quando può ritenersi conclusa? Quale è il ruolo dell’organismo di composizione?

L’esdebitazione del debitore normale sulle procedure di composizione delle crisi da sovraindebitamento

esdebitazione debitore normale e incapienteL’esdebitazione è la fase finale della procedura di liquidazione del patrimonio del debitore, disciplinata dall’art. 14-terdecies della Legge 3/2012, che vale solo per il debitore persona fisica [1] e consiste nell’ammissione di questi al beneficio della liberazione dall’obbligo di pagare i debiti residui non soddisfatti nei confronti dei creditori concorsuali a condizione che, sempre il debitore:

  1. abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utili, nonché adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni;
     
  2. non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;
     
  3. non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda;
     
  4. e non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall'art. 16 della Legge 3/2012, trattato nell’ultimo paragrafo;
     
  5. abbia svolto, nei quattro anni successivi al deposito della domanda di liquidazione, un'attività produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze ed alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un'occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;
     
  6. siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione (1° comma).

 

Casi di esclusione dalla esdebitazione

L’esdebitazione del debitore è esclusa:

  1. quando il sovraindebitamento del debitore è imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacità patrimoniali e reddituali (anche se questo secondo aspetto non è espressamente citato dalla norma, sarebbe illogico escluderlo perché la capacità di ripagare i propri debiti deriva anche dall’importo del reddito de