Quando il trust sfocia nel reato di sottrazione fraudolenta…

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 16 ottobre 2020



E’ reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte costituire un trust dopo la notifica di alcune cartelle di pagamento, inutile sostenere che si sia voluto frodare i creditori privati e non il fisco.

sottrazione fraudolenta trust Si qualifica come sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte la costituzione di un trust dopo la notifica di alcune cartelle di pagamento.

A questa conclusione è giunta la Corte di cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 2569 depositata il 21 gennaio 2019.

 

Per approfondire leggi:

 

Sottrazione fraudolenta in caso di trust dopo notifica cartella esattoriale: il caso 

Il contribuente, al fine di sottrarsi al pagamento della somma di euro 364.307,90, successivamente alla notificazione delle cartelle di pagamento da parte di Equitalia Nord S.p.a., aveva istituito un trust al fine di separare dal proprio patrimonio i suoi beni immobili, per destinarli alle figlie, conservando tuttavia pieni poteri.

Deduceva il ricorrente il vizio di motivazione della sentenza d’appello in ordine alla prova della sussistenza dell’elemento soggettivo del reato, erroneamente desunto dalla Corte territoriale dalle modalità oggettive di costituzione del trust che deponevano per l’utilizzo illecito di uno strumento giuridico di per sé lecito.

La Corte osserva che lo stesso ricorrente:

non contesta la sussistenza del reato sotto il profilo oggettivo, sostanzialmente ammettendo la natura fraudolenta (o comunque simulata) del ‘trust’, ben descritta, del resto, dalla Corte di appello mediante l’analisi puntuale della causa concreta del negozio…...il fine di sottrarsi al pagamento del debiti privati non esclude quello di sottrarsi al pagamento dei debiti erariali;…..

Rileva, in sostanza, questa Corte che se non è manifestamente illogico desumere l’intenzione di frodare i creditori dal fatto che il ‘trust’ è anteriore alla notificazione dei decreti ingiuntivi, non si comprende perché debba essere manifestamente illogico desumere l’intenzione di frodare il Fisco dal fatto dalla costituzione del ‘trust’ dopo la notificazione delle cartelle, a maggior ragione se la notificazione è successiva ai primi parziali pagamenti rivelatisi, all’evidenza, tali da non evitare nemmeno