Quando il trust sfocia nel reato di sottrazione fraudolenta...

E’ reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte costituire un trust dopo la notifica di alcune cartelle di pagamento, inutile sostenere che si sia voluto frodare i creditori privati e non il fisco.

sottrazione fraudolenta trust Si qualifica come sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte la costituzione di un trust dopo la notifica di alcune cartelle di pagamento.

A questa conclusione è giunta la Corte di cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 2569 depositata il 21 gennaio 2019.

 

Per approfondire leggi:

 

Sottrazione fraudolenta in caso di trust dopo notifica cartella esattoriale: il caso 

Il contribuente, al fine di sottrarsi al pagamento della somma di euro 364.307,90, successivamente alla notificazione delle cartelle di pagamento da parte di Equitalia Nord S.p.a., aveva istituito un trust al fine di separare dal proprio patrimonio i suoi beni immobili, per destinarli alle figlie, conservando tuttavia pieni poteri.

Deduceva il ricorrente il vizio di motivazione della sentenza d’appello in ordine alla prova della sussistenza dell’elemento soggettivo del reato, erroneamente desunto dalla Corte territoriale dalle modalità oggettive di costituzione del trust che deponevano per l’utilizzo illecito di uno strumento giuridico di per sé lecito.

La Corte osserva che lo stesso ricorrente:

non contesta la sussistenza del reato sotto il profilo oggettivo, sostanzialmente ammettendo la natura fraudolenta (o comunque simulata) del ‘trust’, ben descritta, del resto, dalla Corte di appello mediante l’analisi puntuale della causa concreta del negozio……il fine di sottrarsi al pagamento del debiti privati non esclude quello di sottrarsi al pagamento dei debiti erariali;…..

Rileva, in sostanza, questa Corte che se non è manifestamente illogico desumere l’intenzione di frodare i creditori dal fatto che il ‘trust’ è anteriore alla notificazione dei decreti ingiuntivi, non si comprende perché debba essere manifestamente illogico desumere l’intenzione di frodare il Fisco dal fatto dalla costituzione del ‘trust’ dopo la notificazione delle cartelle, a maggior ragione se la notificazione è successiva ai primi parziali pagamenti rivelatisi, all’evidenza, tali da non evitare nemmeno l’iscrizione ipotecaria.

Sul piano logico deve quindi affermarsi la manifesta irragionevolezza della tesi difensiva che pretende di sminuire il dato oggettivo della costituzione del trust subito dopo la notificazione delle cartelle esattoriali imponendo di desumere la finalità esclusiva della frode ai creditori privati che alla data di costituzione del ‘trust’ non avevano ancora azionato il loro credito”.

 

Brevi considerazioni

Il crescente utilizzo del trust impone una particolare attenzione agli operatori in tutti quei casi in cui il disponente decida di avvalersi di tale strumento allorquando risulti destinatario di atti della riscossione ovvero di potenziali richieste dell’Amministrazione finanziaria, che possono essere esposti al rischio del reato di sottrazione fraudolenta di cui all’art.11, del D.Lgs. n. 74/2000[1].

Come è noto, il trust si sostanzia in un negozio giuridico fondato sul rapporto di fiducia tra disponente (settlor) e gestore (trustee).

Il disponente trasferisce alcuni beni di sua proprietà al trust e designa un gestore che li amministra nell’interesse dei beneficiari, individuati in sede di costituzione del trust o in un momento successivo, o per uno scopo prestabilito.

E’ noto che l’effetto principale dell’istituzione di un trust è la segregazione patrimoniale in virtù della quale i beni in trust costituiscono un patrimonio separato e autonomo rispetto al patrimonio del disponente, del trustee e dei beneficiari, con la conseguenza che tali beni non potranno essere escussi dai creditori di tali soggetti[2].

Inoltre, è importante l’effettivo potere del trustee di amministrare e disporre dei beni a lui effettivamente affidati dal disponente.

Ne consegue che…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it