Enti non commerciali: caos bonus locazione

Gli enti non commerciali che svolgono attività d’impresa in via non prevalente devono rispettare il limite di 5 milioni di ricavi. Gli enti che svolgono solo attività istituzionale, invece, non soggiacciono a tale limite.
Sul punto, però, la norma e il documento interpretativo di prassi non brillano per chiarezza.

Bonus locazione: la norma (articolo 28, DL 34/2020) e la circolare

enti non commerciali bonus locazioneIl comma 1 riguarda i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Per questi soggetti è richiesto, quale condizione soggettiva per la fruizione del beneficio, del conseguimento di ricavi/compensi del 2019 (nel caso di periodo “solare”) non superiore a 5 milioni di euro.

Il credito d’imposta spetta in relazione al “canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo” (come si nota non si fa riferimento ai contratti di affitto di azienda).

Sul punto la CM 6 giugno 2020, n. 14/E si rivela imprecisa laddove afferma che “Il comma 1 individua come beneficiari del credito d’imposta canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda”, quest’ultimo disciplinato, invece, dal comma 2.

(Per approfondire…“Bonus locazione: anche per il mese di giugno”)

Il comma 2 riduce la percentuale di credito d’imposta (dal 60% al 30%) per i “contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo”.

È evidente che il locatario è un operatore economico, giacché si fa riferimento agli immobili utilizzati per lo svolgimento di tali attività.

È ragionevole ipotizzare – anche se la norma non lo dice esplicitamente – che anche in questi casi operi la soglia limite dei 5 milioni di euro di ricavi/compensi, in quanto il beneficiario è un operatore economico esercente le medesime attività di cui al comma 1.

Il comma 3 introduce una eccezione per alcuni degli operatori economici sopra citati: solo “alle strutture alberghiere, termali, alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator” il bonus spetta indipendentemente dal volume di ricavi e compensi conseguito l’anno precedente.

Il comma 3-bis, aggiunto in sede di conversione in legge, estende il credito – seppur in misure ridotta – “Alle imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Invece il comma 4 richiama solo il comma 1 per estendere il credito d’imposta “agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti”.

Il riferimento lascia intendere che deve trattarsi di enti non commerciali in relazione agli immobili utilizzati per l’attività istituzionale.

Quelli citati nel comma 2 – ossia immobili utilizzati, ad esempio, nell’ambito di un contratto di affitto di azienda – sono immobili utilizzati per lo svolgimento di attività economiche.

Quindi la volontà del legislatore è quella di dare un sostegno agli enti non commerciali per gli immobili utilizzati al di fuori dell’attività d’impresa.

Ciò trova conferma nella parte finale del comma in esame che circoscrive il bonus “al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale”.

Il calo del fatturato rileva solo per gli operatori economici (comma 5).

 

Le conclusioni

Dalla lettura delle disposizioni sopra richiamate se ne deduce che:

  1. solo per gli operatori economici è richiesta la verifica della soglia (5 milioni di euro) di ricavi/compensi;
     
  2. per gli enti non commerciali non occorre la verifica della soglia di ricavi, giacché il legislatore ha voluto disciplinare solo il caso degli immobili utilizzati per l’attività istituzionale degli enti non commerciali.

Per gli immobili detenuti dagli enti non…

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