Contratti a termine ed esclusioni dal contributo addizionale

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto nuove esclusioni al pagamento del contributo addizionale e conseguentemente anche del suo aumento ad ogni rinnovo, previsto dal Decreto Dignità. Con una Circolare, l’INPS prende in rassegna le nuove norme e i soggetti esclusi a partire dal 1° gennaio 2020 dal versamento del contributo.

Il rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato comporta per il datore di lavoro dei costi maggiori rispetto al lavoro a tempo indeterminato: infatti, il lavoro a termine prevede normalmente il versamento di un contributo addizionale il quale va ad aumentare in specifiche circostanze. A seguito dei cambiamenti apportati con l’articolo 1, comma 12, della Legge n. 160/2019, sul disposto dell’articolo 2, commi 28 e 29, della Legge n. 92/2012 cambiano le fattispecie per le quali è necessario il versamento di tale importo; la Circolare INPS del 4 agosto 2020 riepiloga i cambiamenti e riassume le regole per il versamento di tale contributo.

 

L’aumento del contributo

Le regole in materia di contributo addizionale avevano già di recente subito modifiche con il Decreto Dignità (D.L. n. 87/2018), convertito con Legge n. 96/2018, prevedendo un aggravio di costi per chi si avvale dei rinnovi dei contratti a termine. Infatti, per disincentivare l’utilizzo dei contratti a termine, da considerarsi come una “distorsione” rispetto alla modalità “standard” di assunzione – vale a dire il contratto a tempo indeterminato – il Legislatore nel 2018 ha aumentato il contributo addizionale dovuto in occasione dei rinnovi con un aumento di 0,50 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo, anche nel caso della somministrazione di lavoro. In particolare, considerato che il contributo addizionale dovuto per le assunzioni a termine è già pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, in occasione di ciascun rinnovo è previsto un aumento di 0,50% di tale contributo.

Il contributo addizionale non spetta tuttavia in specifiche circostanze, quali ad esempio la sostituzione di lavoratori assenti, lo svolgimento di attività stagionali, per l’apprendistato o anche per il lavoro a termine nella PA, alle quali si aggiungono le ulteriori fattispecie di esenzione introdotte dalla Legge di Bilancio 2020.

 

Ulteriori esclusioni dal versamento del contributo

Con la Circolare n. 91 del 4 agosto 2020 l’Istituto Previdenziale ritorna sul tema del contributo addizionale, soprattutto con riferimento alle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2020 proprio al contributo addizionale NASpI. Essa specifica infatti le fattispecie contrattuali di lavoro a termine escluse dall’obbligo di versamento del contributo addizionale di finanziamento NASpI, alla luce delle modifiche apportate all’articolo 2, commi 28 e 29, della Legge n. 92/2012.

L’art. 1, co. 13, lett. a), L. n. 160/2019 prevede infatti una modifica all’art. 2, L. n. 92/2012, ampliando il novero dei soggetti esclusi dal contributo addizionale: la novella comporta in sostanza che il contributo non spetta per i contratti di lavoro a termine stipulati a partire dal 1° gennaio 2020 i quali siano sottoscritti allo scopo di svolgere attività stagionali “definite dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative”. In tal caso quindi, non avrà effetto né il contributo addizionale né l’aumento del contributo medesimo.

È bene ricordare che le attività stagionali prese in considerazione dalla norma, e per le quali non è da versare il contributo addizionale, sono quelle contenute “negli avvisi comuni e nei contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative” e non quindi tutte le tipologie di attività stagionali.

Resta invece fermo l’obbligo di versamento del contributo addizionale laddove la prestazione – sebbene a termine e nel rispetto della condizione di stagionalità – sia stata avviata prima del 1° gennaio 2020, ossia dalla data di entrata in vigore della modifica in argomento.  

Cosa succede al lavoro stagionale iniziato prima del 1° gennaio 2020 ma con rinnovi…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it