Contratti a termine ed esclusioni dal contributo addizionale

di Antonella Madia

Pubblicato il 20 agosto 2020

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto nuove esclusioni al pagamento del contributo addizionale e conseguentemente anche del suo aumento ad ogni rinnovo, previsto dal Decreto Dignità. Con una Circolare, l’INPS prende in rassegna le nuove norme e i soggetti esclusi a partire dal 1° gennaio 2020 dal versamento del contributo.

Il rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato comporta per il datore di lavoro dei costi maggiori rispetto al lavoro a tempo indeterminato: infatti, il lavoro a termine prevede normalmente il versamento di un contributo addizionale il quale va ad aumentare in specifiche circostanze. A seguito dei cambiamenti apportati con l’articolo 1, comma 12, della Legge n. 160/2019, sul disposto dell’articolo 2, commi 28 e 29, della Legge n. 92/2012 cambiano le fattispecie per le quali è necessario il versamento di tale importo; la Circolare INPS del 4 agosto 2020 riepiloga i cambiamenti e riassume le regole per il versamento di tale contributo.

 

L’aumento del contributo

Le regole in materia di contributo addizionale avevano già di recente subito modifiche con il Decreto Dignità (D.L. n. 87/2018), convertito con Legge n. 96/2018, prevedendo un aggravio di costi per chi si avvale dei rinnovi dei contratti a termine. Infa