Provvigioni pagate all’estero: regime fiscale

di Claudio Sabbatini Michele Meroni

Pubblicato il 28 luglio 2020

Si prende in esame il regime fiscale, ai fini IVA e delle imposte dirette, di provvigioni pagate a soggetti esteri da parte di soggetti residenti in Italia.

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Si ipotizza che entrambe le parti siano operatori economici.

Ai fini Iva, qualora il percipiente, invece, operi al di fuori dell’attività d’impresa – ai sensi della definizione dell’articolo 9, direttiva 2006/112/CE – in carenza del presupposto soggettivo, non sorgono obblighi, in tema di Iva, in capo al soggetto italiano.

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Regime fiscale IVA delle provvigioni pagate all'estero

Si distingue tra, in relazione all’operazione sottostante la maturazione della provvigione:

  • prestazioni di servizi: vale la regola generale prevista dall’articolo 7-ter, comma 1, lettera a), Dpr 633/1972 (l’operazione è territorialmente rilevante nel Paese in cui è stabilito il committente); quindi il soggetto nazionale emette autofattura (articolo 17, comma 2, primo periodo, Dpr 633/1972) ovvero integra la fattura dell’intermediario comunitario articolo 17, comma 2, ultimo periodo, Dpr 633/1972);
     
  • vendite di beni: nella tabella che segue si propone una sintesi del regime fiscale.

 

Operazione sottostante le provvigioni da pagare

Obblighi del soggetto italiano

Beni esportati (es. articolo 8, Dpr 633/1972) (*)

Il committente nazionale emette autofattura (articolo 17, comma 2, primo periodo, Dpr 633/1972) ovvero integra la fattura dell’intermediario comunitario articolo 17, comma 2, ultimo periodo, Dpr 633/1972) indicando che si tratta di operazione non imponibile (articolo 9, comma 1, nu