L'opposizione all'ipoteca esattoriale avanti al giudice del lavoro

E’ sempre obbligatorio l’invio della comunicazione al contribuente che il Concessionario della Riscossione procederà ad effettuare l’iscrizione dell’ipoteca, concedendogli un apposito termine non minore di 30 giorni affinché possa esercitare il proprio diritto di difesa.

opposizione ipoteca esattoriale giudice del lavoroLa sentenza che oggi esaminiamo è stata emessa dal Tribunale di Lecco in funzione di Giudice del Lavoro in data 23/01/2020 giunge a conclusione di un articolato iter giudiziario durato oltre 4 anni e che merita di essere integralmente ripercorso.

 

Opposizione a ipoteca esattoriale: la scelta del giudice competente

E’ doverosa una premessa.

Dopo un’iniziale incertezza della giurisprudenza, le Sezioni Unite nel 2009 (Sentenza n. 5286/2009) hanno messo fine al contrasto giurisprudenziale in cui si contrapponeva la tesi che tutte le cause aventi ad oggetto l’impugnazione di atti emessi dal Concessionario della Riscossione (e quindi cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento, fermi amministrativi, ipoteche, ecc…) indipendentemente dalla loro materia, dovevano essere devolute alla cognizione delle Commissioni Tributarie, alla tesi secondo cui non potevano essere derogati i limiti delle diverse giurisdizioni e quindi, per tutti gli atti emessi dal Concessionario della Riscossione aventi ad oggetto la materia lavoristica, previdenziale ed assistenziale (contribuzione INPS, casse previdenziali private ed INAIL), doveva essere riconosciuta la giurisdizione inderogabile del Giudice del Lavoro territorialmente competente, affermando quest’ultimo e più garantistico principio.

Fatta questa premessa, il ricorrente al momento di predisporre un contratto preliminare per la vendita di un immobile di sua proprietà, veniva a conoscenza, tramite un’ispezione ipotecaria, che il concessionario della riscossione Equitalia Esatri Spa aveva iscritto ipoteca parecchi anni addietro, senza che il proprietario fosse stato avvisato, a garanzia di alcune cartelle esattoriali emesse dall’Ente Previdenziale.

Pertanto costui, ricorreva avanti il Giudice del Lavoro del distretto di sua residenza, eccependo l’illegittimità dell’iscrizione di ipoteca di Equitalia non preceduta dalla comunicazione al contribuente che il Concessionario della riscossione avrebbe proceduto alla predetta iscrizione sul suo immobile entro un certo termine, avendo così omesso di attivare il necessario contraddittorio endoprocedimentale, come insegnavano le recenti e chiarissime sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione n. 19667/2014 e n. 15354/2015.

Tuttavia, in primo grado il Tribunale di Lecco – Giudice del Lavoro, sorprendentemente respingeva in rito il ricorso, senza entrare nel merito, dichiarando il proprio difetto di giurisdizione (in favore del giudice tributario), allegando nella motivazione un isolato precedente della CTP di Lecco che risultava però ampiamente superata dai principi espressi dalle Sezioni Unite a partire dal 2014.

Questa erronea decisione veniva impugnata avanti la Corte d’Appello di Milano, che, con la sentenza n. 429/2019 rimetteva la causa avanti il Tribunale di Lecco sulla base della seguente motivazione:

La delibazione del giudizio muove dal preliminare accertamento della competenza giurisdizionale, che il collegio riconosce essere in capo al giudice ordinario in virtù della natura dei crediti posti a fondamento della contestata iscrizione ipotecaria, i quali, pacificamente, attengono all’omesso assolvimento di obblighi contributivi.

Il collegio osserva che in tal senso si è già pronunciata la S.C. con la sentenza n. 17111/17, che ai sensi e per gli effetti dell’art. 118 disp. att. c.p.c. si richiama: “Con riferimento alle controversie aventi per oggetto l’iscrizione ipotecaria di cui all’art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973, anche a seguito delle modifiche apportate all’art. 19, comma 1, lett. e)-bis, del d.lgs. n. 546 del 1992, dall’art. 35, comma 26-quinquies, del d.l. n. 223 del 2006, conv., con modif., dalla l. n. 248 del 2006, n. 248, applicabile “ratione temporis”, ai fini della giurisdizione rileva la natura dei crediti posti a fondamento del provvedimento di iscrizione suddetta, con la conseguenza che la giurisdizione spetterà al giudice tributario o al giudice ordinario a seconda…

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