Ipoteca su beni di un fondo patrimoniale: iscrivibile in presenza di debiti tributari

L’iscrizione ipotecaria è ammissibile anche sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale alle condizioni indicate dal codice civile, sicché è legittima solo se l’obbligazione sia strumentale ai bisogni della famiglia o se il titolare del credito non ne conosceva l’estraneità a tali bisogni, gravando in capo al debitore opponente l’onere della prova non solo della regolare costituzione del fondo patrimoniale, e della sua opponibilità al creditore procedente, ma anche della circostanza che il debito sia stato contratto per scopi estranei alle necessità familiari, avuto riguardo al fatto generatore dell’obbligazione e a prescindere dalla natura della stessa.

ipoteca fondo patrimonialeE’ questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione, in tema di ipoteca su beni del fondo patrimoniale, con l’ordinanza n. 5017 del 25 febbraio 2020.

 

Ipoteca su beni di un fondo patrimoniale: il fatto

Il contribuente propone tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha confermato la prima decisione – che aveva respinto il ricorso del contribuente avverso l’iscrizione ipotecaria sui beni del fondo patrimoniale familiare – sostenendo che i beni del fondo patrimoniale sono sottratti all’esecuzione forzata di debiti non contratti per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

Assumeva che i debiti tributari, contratti dal contribuente con il Fisco – a seguito di accertamento di un maggior reddito a carico dell’impresa, imputato al ricorrente, pro quota, in quanto socio accomandante – dovevano ritenersi estranei ai bisogni della famiglia, in quanto l’attività di accomandante doveva qualificarsi di speculazione connessa all’impiego di capitali.

La commissione tributaria regionale, in particolare, rilevava la legittimità dell’iscrizione ipotecaria, in quanto gravava sul debitore l’onere della prova della inerenza dei debiti contratti ai bisogni della famiglia nonché la consapevolezza del Fisco che i debiti erano stati contratti per scopi estranei alle esigenze della famiglia.

 

La decisione della Corte

La Corte, innanzitutto, non ravvisato motivi per rimettere la questione in esame alle S.U., in assenza di contrasto di orientamenti di legittimità sulla possibilità di iscrivere ipoteca sul fondo patrimoniale anche per tutelare obbligazioni di natura tributaria.

La stessa Corte ha peraltro individuato in numerosissime pronunce i criteri per accertare l’inerenza tra obbligazione per la quale viene iscritta ipoteca e le esigenze della famiglia, precisando anche il significato del termine “bisogni” di cui all’art. 170 c.c.

Per la Corte, la tesi sostenuta dal ricorrente secondo il quale “l’iscrizione ipotecaria è atto avente natura esecutiva in quanto attività prodromica all’esecuzione di cui condividerebbe la natura e la disciplina” argomenta sulla base di alcuni precedenti (Sez. 3, n. 1652 del 29/01/2016; Sez. 5, n. 3600 del 24/02/2016; Sez. 6-5, Ord. n. 23876 del 23/11/2015), che hanno affermato l’applicabilità dell’art. 170 cod. civ. anche all’iscrizione ipotecaria ex art. 77 del D.P.R. 29 n.602/73 e lo ha fatto richiamando il precedente n. 5385 del 05/03/2013, il quale a sua volta richiama la pronuncia n. 7880 del 18/05/2012.

Entrambi i precedenti da ultimo citati però argomentano sulla base della premessa che l’ipoteca ex art. 77 d.P.R. cit. abbia natura di atto funzionale all’esecuzione forzata.

In particolare, evocano al riguardo «il tradizionale criterio secondo cui nel concetto di atti di esecuzione rientrano non soltanto gli atti del processo di esecuzione stricto sensu, ma tutti i possibili effetti dell’esecutività del titolo e, dunque, anche l’ipoteca iscritta sulla base dell’esecutività del titolo medesimo», con ciò dunque chiaramente postulando, sia pure alla stregua di tale lato criterio definitorio, la possibilità di definire l’iscrizione de qua quale «atto di esecuzione».

Tale premessa non può più, però, essere tenuta ferma alla luce della ricostruzione dell’istituto operata dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 19667 del 18/09/2014, e confermata anche da Sez. U, ord. n. 15354 del 22/07/2015, che ha escluso che “l’iscrizione ipotecaria prevista dall’art. 77 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, possa essere considerata un atto dell’espropriazione forzata, dovendosi piuttosto essa essere considerata «un atto riferito ad una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria“.

Venuta meno la premessa ricostruttiva fondata sulla qualificazione dell’iscrizione ipotecaria ex art. 77 del D.P.R.n.602/73 come «atto dell’esecuzione», viene meno anche l’applicabilità dell’art. 170 cod. civ., non…

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