Riduzione contributiva forfettari: accreditamento inferiore all’anno

La riduzione contributiva del 35% prevista per i forfettari iscritti alla Gestione artigiani e commercianti INPS diminuisce notevolmente l’importo dei contributi spettanti annualmente; tale misura comporta però anche una riduzione dell’accredito a fini pensionistici.

Riduzione contributiva forfettariRiduzione contributiva forfettari e riduzione dei mesi di contribuzione

Come noto, entro il 28 febbraio 2020 scade il termine per richiedere la riduzione contributiva INPS del 35% per i soggetti che rientrano nel regime forfettario e che contestualmente sono iscritti alla Gestione artigiani e commercianti dell’INPS.

Ma spesso quando si parla di riduzione contributiva si tende a sottolineare solamente che comporta una riduzione dell’onere contributivo del 35%, senza annoverarne le condizioni che da questa conseguono: infatti, tale riduzione comporta una proporzionale riduzione della contribuzione accreditata a fini pensionistici, con risvolti notevoli.

 

Riduzione contributiva forfettari: chi può accedere e a quali condizioni

La riduzione contributiva forfettari spetta ai soggetti in tale regime e contestualmente iscritti alla Gestione artigiani e commercianti.

La riduzione contributiva forfettari è facoltativa, quindi è accessibile a domanda dell’interessato, ma comporta anche un svantaggio, derivante dal fatto che il contribuente, conseguentemente al fatto di non dover versare la quota fissa, sarà soggetto – al fine dell’accredito della contribuzione versata – a quanto previsto dall’art. 2, comma 29, della L. n. 335/1995, ossia che:

hanno diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento i soggetti che abbiano corrisposto un contributo di importo non inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito […]. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata”.

 

Ciò comporta che in caso di accesso alla contribuzione agevolata, si corrisponderà all’INPS un importo pari al 65% della contribuzione dovuta secondo le normali regole di calcolo.

Traducendo tale percentuale in settimane e mesi di lavoro utili a fini pensionistici, esse saranno rispettivamente 33,8/52 settimane e 7,8/12 mesi nel caso in cui l’importo complessivamente versato risulti inferiore all’importo ordinario della contribuzione dovuta sul minimale di reddito.

Nel caso in cui invece venga effettuato un versamento corrispondente al contributo calcolato sul minimale ordinario ma inferiore rispetto al dovuto, ai fini dell’accredito di 12 mesi di contribuzione, si procederà al recupero della differenza, nel rispetto del limite del 65%.

 

I dati del 2020

A seguito della pubblicazione della recente Circolare INPS n. 28/2020, sappiamo ora quali sono i minimali, massimali e aliquote per gli iscritti alla suddetta gestione per il 2020.

Il minimale si attesta a 15.953 euro annui, con un totale di contributi dovuti sul minimale che è pari (senza considerare i coadiutori con età inferiore a 21 anni che versano già a monte un importo più basso) a:

  • 836,16 euro (3.828,72 IVS + 7,44 maternità), ossia il 24%, per gli artigiani;
     
  • 850,52 euro (3.843,08 IVS + 7,44 maternità), ossia il 24,09%, per i commercianti.

 

Esempi di accreditamento contributivo a fini pensionistici

 

Esempio 1

Con la riduzione contributiva del 35%, in caso di reddito entro il minimale annuo, si verserà una quantità di contributi che è inferiore al minimale contributivo annuo, con la conseguenza che l’INPS rileverà e garantirà una quantità di contributi che non copre l’intero anno (7,8 mesi/33,8 settimane).

 

Esempio 2

Mettiamo caso che il soggetto acceda alla riduzione contributiva, ma che nel 2020 superi il reddito minimale, con un reddito utile al fine del calcolo contributivo che gli comporterebbe un versamento – secondo le regole ordinarie – di circa 6.490 euro.

Accedendo alla riduzione contributiva, egli verserà però il 35% in meno, ossia circa 4.220 euro.

In tal caso, avendo superato l’importo minimale previsto dalla propria Gestione, pur se con la riduzione contributiva a favore dei forfettari, il soggetto si vedrà accreditare l’intero…

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