Cessione e conferimento d'azienda: aspetti fiscali e giurisprudenziali

La cessione ed il conferimento di azienda sono due operazioni fiscalmente complesse.
In questo articolo proviamo a illustrare l’applicazione delle imposte dirette puntando il mouse su alcune fattispecie meritevoli di interesse: la tassazione separata delle plusvalenze, la responsabilità del cedente, la gestione dell’avviamento, la valutazione del marchio….

Cessione e conferimento d'aziendaLa cessione d’azienda: il trattamento delle plusvalenze

La cessione d’azienda può comportare l’emersione di una plusvalenza o minusvalenza in capo al cedente, date dalla differenza tra prezzo pattuito per la cessione e valore fiscale degli assets e liabilities trasferiti al cessionario.

Il trattamento ai fini delle imposte dirette di tale componente di reddito varia a seconda della natura soggettiva del percettore.

Qualora il cedente sia una società di capitali, ovvero un imprenditore individuale (che rimanga tale a seguito della cessione) o una società in nome collettivo in accomandita semplice, la plusvalenza o minusvalenza derivante dalla cessione sarà interamente rilevante per la determinazione del reddito imponibile dell’esercizio in cui è avvenuta l’operazione.

È possibile esercitare l’opzione per la rateizzazione in cinque anni dell’eventuale plusvalenza se l’azienda è stata posseduta per un periodo non inferiore a tre anni.

 

Opzione per il regime di tassazione separata

In alternativa al regime di imposizione ordinaria, il cedente, se è un imprenditore individuale (che rimanga tale o meno a seguito della cessione) e se ne occorrono le condizioni necessarie, può optare per il regime di “tassazione separata” previsto dall’art. 17 del D.P.R. n. 917/1986 applicando alla plusvalenza conseguita l’aliquota progressiva IRPEF corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio precedente all’anno di realizzazione dell’operazione.

In ogni caso, la plusvalenza della cessione d’azienda non è imponibile ai fini IRAP in quanto, come chiarito nella citata C.M. n. 27/09, la cessione d’azienda è “un’operazione che genera sempre componenti straordinarie che non concorrono alla formazione della base imponibile IRAP”.

L’avviamento iscritto dal cessionario a seguito dell’operazione è riconosciuto ai fini fiscali ed i relativi ammortamenti potranno, pertanto, essere portati in deduzione per la determinazione del reddito imponibile.

Ai fini delle imposte indirette, le cessioni d’azienda sono operazioni escluse dall’IVA, ma comunque soggette all’imposta di registro proporzionale (con aliquota che varia generalmente dal 3% al 9%, a seconda dei beni che compongono l’azienda.

 

Responsabilità cedente/cessionario

L’acquirente deve prestare particolare cautela al regime di responsabilità solidale previsto per i debiti tributari esistenti in capo al soggetto cedente l’azienda (estendibile anche in capo alla conferitaria in caso di operazione di conferimento).

In deroga alle regole civilistiche, tale regime prevede che il cessionario/conferitario dell’azienda sia responsabile in solido con il cedente/conferente (fatto salvo il beneficio della preventiva escussione) entro i limiti del valore dell’azienda, per il pagamento dell’imposta e delle sanzioni:

  1. riferibili alle eventuali violazioni commesse nell’anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti;
     
  2. già irrogate e contestate nel medesimo periodo anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore.

 

Cessione d’azienda: responsabilità del cedente

La responsabilità del cedente può essere limitata ai debiti risultanti dalla certificazione dei carichi pendenti rilasciata dall’Agenzia delle Entrate ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 del D.lgs n. 472/1997.

Tale certificato ha la funzione di riepilogare le eventuali pendenze ancora in essere del cedente derivanti dagli eventuali provvedimenti impositivi notificatigli.

Il certificato negativo – o il suo mancato rilascio entro 40 giorni dalla richiesta – ha pieno effetto liberatorio nei confronti del cessionario.

Le limitazioni sopra elencate non si rendono applicabili e, pertanto, la responsabilità solidale del cessionario sarà piena, in caso di cessione in frode dei crediti tributari.

La circolare n. 8/E/2010, infatti, esamina il caso in cui in presenza di avviamento il…

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