Anticipazioni bancarie e concordato preventivo nella bozza di Decreto correttivo

In questo contributo cerchiamo di capire se, in caso di procedura di concordato preventivo, la banca ha diritto o meno di trattenere le somme riscosse successivamente alla presentazione della domanda di concordato da parte dell’impresa finanziata e di portarle in compensazione con quanto anticipato prima dell’ammissione del debitore alla procedura.

Anticipazioni bancarie e concordato preventivo nella bozza di Decreto correttivo

Il caso in esame concerne la sorte degli incassi effettuati da un istituto di credito post presentazione di una domanda di concordato preventivo, da parte di una impresa, relativamente ad anticipazioni bancarie s.b.f. concesse ante procedura.

Il caso non ha ancora trovato una soluzione condivisa in giurisprudenza e nemmeno in dottrina.

La bozza di decreto interviene a favore del mondo bancario in modo molto deciso, sul punto, con effetto 15 agosto 2020 (il decreto indica, evidentemente errando, 14 agosto 2020, data poi confermata anche dalla relazione illustrativa).

 

Anticipazioni bancarie e concordato preventivo: la situazione attuale

 

Listituto di credito ha il diritto di trattenere le somme riscosse successivamente alla presentazione della domanda di concordato (in bianco o non) da parte dell’impresa finanziata, e così di portarle in compensazione con quanto anticipato prima dell’ammissione del debitore alla procedura?

La Cassazione non si è ancora espressa, su questa fattispecie, per casi insorti dopo l’entrata in vigore del nuovo art. 169 bis L.F. (e quindi dopo l’11 settembre 2012), articolo che ha introdotto ex novo nel sistema del concordato preventivo una disciplina dei contratti in corso di esecuzione.

La Cassazione (n. 22277 del 25 settembre 2017), con riferimento ad un caso sorto prima dell’11 settembre 2012, aveva così specificato:

A differenza della cessione di credito, infatti, il mandato all’incasso non determina il trasferimento del credito in favore del mandatario, bensì l’obbligo di quest’ultimo di restituire al mandante la somma riscossa, e tale obbligo non sorge al momento del conferimento del mandato, ma soltanto all’atto della riscossione del credito, con la conseguenza che, qualora quest’ultima abbia avuto luogo dopo la presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, non sussistono i presupposti per la compensazione”.

 

Tutto molto chiaro; precedentemente, nello stesso senso, Cassazione n. 10548/09 e n. 578/07.

 

La Cassazione si esprime in favore della compensazione

 

Al contrario, nel senso di ammettere la compensazione, si è pronunciata la Cassazione n. 10091 del 10 aprile 2019.

Tale sentenza si riferiva ad un caso affatto diverso, incasso di titoli trattenuti in funzione di un mandato all’incasso.

Il riferimento al patto di compensazione per le ricevute bancarie è stato fatto solo in quanto ritenuto assimilabile alla fattispecie, ma probabilmente si tratta di un obiter dictum.

Nello stesso senso, per la compensabilità, precedentemente, Cassazione n. 3336/2016 e n. 17999/2011

Ma, come già detto, la Cassazione non si è ancora pronunciata su casi insorti successivamente alla variazione intervenuta appunto all’art. 169 bis L.F. che tratta dei contratti in corso in presenza di concordato

Qualora non si sia perfezionata una cessione di credito opponibile, ma si sia in presenza di un semplice mandato all’incasso, ancorché con patto di compensazione, a nostro avviso lo stesso si deve intendere inapplicabile, per via dell’intervenuta procedura concorsuale, che rende non compensabili crediti di massa con altre posizioni pregresse.

 

Anticipazioni bancarie e concordato preventivo: la bozza di decreto correttivo

 

La bozza di decreto correttivo interviene su questo specifico aspetto all’art. 15, variando in modo significativo l’art. 97 del decreto legislativo n. 14/2019.

Innanzitutto sono dichiarati inefficaci eventuali patti contrari alla prosecuzione di contratti ancora ineseguiti o non completamente eseguiti.

Viene poi aggiunto il comma 14 che così recita:

Nel contratto di finanziamento bancario costituisce prestazione principale ai sensi del comma 1 anche la riscossione diretta da parte del finanziatore nei confronti dei terzi debitori della parte finanziata. In caso di scioglimento, il finanziatore ha diritto di riscuotere e trattenere le somme corrisposte dai terzi debitori fino al rimborso…

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